Il Sindaco scrive a Vendola: «No al ridimensionamento del “Sarcone”»
In una nota inviata al presidente della giunta regionale Nichi Vendola, all’assessore regionale alla salute Tommaso Fiore e al direttore generale ASL Bari Nicola Pansini, il sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria chiede di rivedere la proposta di un nuovo ospedale contenuta nell’Assetto Strutturale Organizzativo.
Alla base della riflessione del Primo cittadino il fatto che negli ultimi anni l’ospedale di Terlizzi ha ampliato le sue funzioni, divenendo un punto di riferimento come presidio ospedaliero.
Cospicui sono gli investimenti che si sono fatti per potenziare la struttura ospedaliera (si pensi alla realizzazione di due sale operatorie che si aggiungono alle due già esistenti) e nonostante questo i posti letto previsti per la chirurgia sono soltanto 20.
La proposta di un ospedale Corato – Terlizzi non convince il primo cittadino che, nella lettera al governatore, adduce le motivazioni che di seguito riportiamo.
«Dopo l’attuazione del piano di riordino della precedente giunta regionale guidata da Fitto e la soppressione di numerosi reparti, il Sarcone ha visto il succedersi di numerosi interventi di adeguamento e rifunzionalizzazione che ne hanno notevolmente accresciuto le potenzialità.
Il presidio di Terlizzi è così gradatamente tornato ad essere un punto di riferimento per il territorio, andando a riacquisire branche specialistiche cancellate dal piano Fitto man mano che si rendevano disponibili gli spazi progressivamente adeguati, in un processo che è tuttora in corso.
La nuova distribuzione di reparti e posti letto prevista nel nuovo ospedale Corato-Terlizzi non tiene affatto in conto una serie di investimenti fatti in questi ultimi 5 anni, rendendo vani gli sforzi economici sostenuti e, ancor peggio, abbassando in prospettiva il livello delle prestazioni erogate all’utenza.
Non si tiene conto della presenza nel Sarcone di ben 4 sale operatorie: 2 esistenti e recentemente adeguate alle norme e 2 appena consegnate dopo uno stanziamento di oltre 2 milioni di euro. Questi numeri farebbero pensare ad un ospedale con vocazione chirurgica spinta, ma poi, dalla lettura dell’attuale proposta, emerge che è prevista l’attivazione di soli 20 posti letto di chirurgia, nella cui struttura complessa sarebbero ricompresi sia i posti letto della “chirurgia del pavimento pelvico” che quelli della chirurgia plastica.
Si lascia così totalmente inutilizzato il 3 piano (perfettamente adeguato) che avrebbe dovuto accogliere il reparto di ostetricia e ginecologia (dell’Area “Maternità Infanzia” prevista nel PAL 2009-2011 ma non presente in questo nuovo Assetto Strutturale Organizzativo). All’attualità, nelle previsioni della ASL Bari, il punto nascita è previsto a Corato, perché lì, dopo la chiusura di Terlizzi voluta da Fitto, si è dovuta concentrare l’utenza di questo territorio, ma oggi non possiamo certo far finta che non esista una realtà come quella realizzata nel Sarcone, dove oltre alle 4 sale operatorie già disponibili si aggiungono sale parto e travaglio integrate nel reparto.
Altrettanto inspiegabilmente non risulta citato il “Centro di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale”, presentato con giusta enfasi nel 2007 e diventato oggi un solido punto di riferimento per l’intera Regione, quasi a voler rimuovere da Terlizzi qualsiasi ricordo legato alla “maternità”, dopo che per anni l’ospedale di questa città ha rappresentato il sicuro approdo per le partorienti di mezza Italia.
Il buon senso avrebbe dunque dovuto orientare la ASL Bari all’impiego di spazi nuovi e adeguati a Terlizzi, piuttosto che continuare ad utilizzare una struttura con minori garanzie come quella coratina che sottopone a maggiori rischi mamme e nascituri. In considerazione del fatto che la proposta di Assetto Strutturale e Organizzativo non prevede un punto nascita a Molfetta, sarebbe stato molto più logico insediare a Terlizzi l’Area “Maternità Infanzia”, in quanto baricentrica rispetto a Molfetta e Corato.
Anche per quanto riguarda la Medicina Interna, degradata a struttura semplice, vi manifesto la stessa perplessità sulla scelta effettuata di garantire nel presidio di Corato la struttura complessa, svuotando a Terlizzi un reparto perfettamente adeguato e da pochi giorni fornito di ulteriori 8 posti letto di “Area Critica”. Senza alcuna apparente logica, a Terlizzi si passa dai 17 pl rilevati, alla proposta di soli 14 pl, buttando a mare l’”Area Critica” appena terminata.
A Corato, invece, pur in assenza di caratteristiche prestazionali altrettanto spinte, si innalzano i posti letto da 14 a 21.
Qual è la logica? Si stanno facendo realmente gli interessi dei cittadini?
Se la logica fosse quella del contenimento delle spese, bisognerebbe immediatamente utilizzare le strutture sulle quali in questi anni si è intervenuti con massicci finanziamenti per rinnovarle e adeguarle.
A Terlizzi in questi ultimi 5 anni si sono investiti più di 10 milioni di euro e ci si appresta ad effettuare lavori per altre centinaia di migliaia di euro per ampliare e adeguare il reparto di anatomia patologica, la “Medicina di Accettazione e d’Urgenza”, il quarto piano, ecc.
Possono essere fatte ancora tante ulteriori considerazioni su contestabili scelte effettuate nell’elaborazione della proposta di ”Assetto Strutturale e Organizzativo di Base”, e perciò richiamo tutti ad una maggiore riflessione sulle scelte operate.
Attraverso la stringente logica dei numeri (in termini di soldi spesi) e una constatazione diretta del reale stato dei luoghi, sono convinto si addiverrebbe ad una vera e propria inversione di rotta sulle scelte da me poc’anzi stigmatizzate, portando a rivedere il bilancio dei posti letto attribuiti ai due presidi di Terlizzi e Corato, e una serie di scelte direttamente collegate, come l’attribuzione della struttura complessa della Direzione Medica di Ospedale».
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