Et voilà la nuova mostra del M° Antonio Volpe
Nonostante i suoi 86 anni il pittore continua con il classico appuntamento dell’estate terlizzese
Portamento deciso e distinto, spalle larghe e rilassate. Respiro composto, preciso e severo, infastidito però dallo sguardo fisso, adagio e cinico del tempo che ti spoglia di freschezza e agilità nel corpo e nella mente.
Le sue sopracciglia, folte e bianche quasi fossero quelle di un ilare e verace Babbo Natale, fanno da cappello a due sottili occhi blu. Due occhi fini ma profondi, così profondi che mentre li fissi sembra che vogliano ingoiarti in un vortice di magma gelato, profumato e creativo. In quell’iride azzurro come il mare ci si può trovare di tutto: estro, fierezza, orgoglio, maestosità, consapevolezza, saggezza, sapienza, silenzio. Il solenne e sinuoso silenzio di chi parla con i pennelli.
Quando sorride – e il Maestro è molto generoso di gentili sorrisi – i suoi occhi si fanno ancor più sottili come azzurri petali di rosa che sbocciano sulla sommità di un cespuglio innevato di candida poesia. Quand’egli sorride questo cespuglio s’increspa e si muove come l’erba tenera allo spirare del vento.
Il volto del M° Antonio Volpe potrebbe esser descritto come il viso di un infante, sempre pronto ad illuminarsi e a diventare aureo come un mare di spighe di grano. Una figura dall’animo gentile, sempre protesa verso la sorpresa della scoperta e alla meraviglia della creazione. I suoi tratti sono gli stessi di un pittoresco signore d’altri tempi, elegante ed essenziale nella forma, giocondo ma serioso, attento ad ogni dettaglio; gioioso e scrupoloso custode di un tenace impeto creativo.
Nelle sue pupille si può scorgere la storia di un uomo che tanto ha visto, ma che soprattutto tanto ha cercato e trovato. L’entusiasmo della curiosità è vivo e arde in lui come un fuoco rosso che spunta estroso ed irriverente dalla camicia bianca in seta con le fattezze di un papillon bordeaux.
La sua giacca – grigia, lo stesso grigio tenue del cielo all’alba, che dall’arancio del sole che sorge scorre via verso l’azzurro – spezza con semplicità il ritmo frenetico della figura e il suo presentarsi in maniera corposa. La giacca sembra come volerlo ornare di serenità, rassicurandolo e ricordandogli che è sempre un signore e che i signori devono vivere la loro prolifica irrequietudine in una anche solo apparente quiete monumentale. I signori mettono la mano sinistra in tasca, proprio come lui.
C’è chi dice che osservando il M° Volpe fisso negli occhi è possibile ascoltare l’eco di un passato lontano, i profumi della Terlizzi che fu, le urla di strada, il giocare dei bambini in vie non ancora asfaltate, l’odore delle mandorle che venivano depositate con ordine sui marciapiedi; il profumo della vendemmia che bagnava di autunno il caratteristico andirivieni dei cavalli. Poi i fiori, tanti fiori: è possibile scrutare negli occhi del maestro le miscele di colori ch’egli usa per dipingere; il giallo che si fa arancione, il rosso scarlatto, il viola e quindi l’azzurro del cielo, il blu del mare di Molfetta.
Probabilmente Antonio Volpe è una delle personalità che spiccano maggiormente nel panorama artistico terlizzese degli ultimi 50 anni.
Speriamo vivamente che il Comune di Terlizzi voglia dedicare una sala della bellissima Pinacoteca “Michele De Napoli” al M° Volpe, in onore alla grandezza delle sue gesta gloriose che hanno reso grande Terlizzi. E’ un atto di riconoscenza, rispetto e stima che la nostra città deve a questo arzillo pittore incallito.
La sua nuova rassegna personale, dal titolo “tra Barocco e Neorealismo“ è visitabile in Corso Vittorio Emanuele n. 5 tutti i giorni e si chiuderà il prossimo 31 agosto.
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