Gero Grassi: “Accetto gli insulti, ma a viso scoperto. Abbiate il coraggio di firmarvi”

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Il deputato di Terlizzi scrive alla Redazione

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera aperta alla Redazione, ma soprattutto ai cittadini di Terlizzi, dell’on. Gero Grassi. Una nota nella quale si duole del trattamento riservato da alcuni lettori di Terlizzi.Live.it che utilizzano il sito per invettive nei suoi confronti, celandosi dietro l’anonimato garantito dal nickname. Ecco il testo integrale della sua nota.

«Da cittadino, da giornalista e da Deputato della Repubblica comprendo bene il diritto della stampa di pubblicare notizie ed informare i cittadini nel pieno rispetto della libertà di opinione.

Plaudo a quanto, in un clima sociale difficile, TerlizziLive.it riesce a fare nel settore della informazione, vitale per la libertà e democrazia dei cittadini.

Più volte in occasione di articoli che riguardano la mia persona, sono costretto a leggere nei commenti assurdità, insulti e illegittimità che nulla hanno a che fare con la libertà di pensiero e il diritto di cronaca.

Per altro tutto questo avviene dietro il perfetto anonimato e si rasenta il ridicolo che dopo l’ultimo articolo, nel quale si infromava di un contributo di 50.000,00 per la statua di don Pietro Pappagallo e del professore Gioacchino Gesmundo, valorosi martiri terlizzesi, una non meglio identificata persona parla del lungomare di Bisceglie, un’altra delle cicche delle sigarette.

Cos c’è che non va?

Queste persone parlano insultando e a vanvera confondendo le leggi. Ignorano che il contributo di 50.000,00 viene da apposita legge che finanzia questo tipo di iniziativa e che è l’unica legge che dà al Parlamento la possibilità di erogare finanziamenti. Dimenticano, poi, questi illustri censori, di dire, perchè forse non lo sanno, che il Parlamento non eroga contributi, ma approva leggi.

E’ la seconda volta, nonostante io faccia parte della minoranza, che la Città di Terlizzi riceve un finanziamento. Nella prima occasione fu finanziato un intervento presso la Scuola Elementare Don Giovanni Bosco. Questi censori locali vadano a vedere agli atti della Camera le Città che, negli ultimi anni, hanno goduto di questi finanziamenti. Poi forse capiranno qualcosa delle legge e del lavoro di chi disinteressatamente si prodiga quando può per la Città

Io non chiedo ringraziamenti, ma pretendo rispetto. Accetto anche gli insulti ma devono avvenire a viso scoperto e non dietro un comodo anonimato.

A TerlizziLive.it pertanto chiedo di diffondere questa mia posizione personale e di evitare in futuro o di pubblicare notizie sul mio conto oppure di pretendere, nel rispetto delle leggi vigenti, che le persone che commentano lo facciano a nome e cognome individuabili, così capiremo il perchè di assurdità che offendono chi le mette in atto.

Ringrazio ancora una volta tutti gli operatori del sito e saluto cordialmente anche tutti i lettori del sito che, ripeto, svolge, opera meritoria nel campo delle informazione».

Risponde la Redazione
Gent.mo Onorevole, innanzitutto ci permetta di ringraziarLa per il garbo con il quale ha voluto esprimere la Sua posizione. Non è piaggeria la nostra, ci creda. In un’epoca in cui si è soliti urlare, strepitare, minacciare querele o, peggio ritorsioni, contro “la stampa libera”, rea soltanto di fare il proprio dovere di informare i cittadini, è un piacere ricevere note che abbiano questo garbo e questo stile.

Detto questo, a sostegno di quanto Lei lamenta, Le anticipiamo una delle novità che il Livenetwork (il circuito dei portali cittadini di cui TerlizziLive.it fa parte) si accinge a varare nelle prossime settimane è proprio quella di garantire a tutti la possibilità di continuare a commentare gli articoli proposti, ma chiedendo a ciascuno di “metterci la faccia”. Ossia, di svelare la propria identità.

Non Le possiamo anticipare altro per non rovinare il gusto della sorpresa, ma è evidente che anche la Redazione si è resa pienamente conto che in alcuni casi (per fortuna limitati e ben individuati) si utilizza questo mezzo di informazione per fini che non sono quelli per cui è nato. A questo proposito Le rendiamo noto che i commenti che vede pubblicati passano comunque dal vaglio della Redazione. E ci creda, quelli che pubblichiamo sono solo una piccolissima parte di quelli che ci vengono indirizzati.

Ma, c’è sempre un ma. Caro Onorevole, il problema che Lei lamenta (in particolare gli insulti e l’atteggiamento di critica preconcetta o strumentale) sono solo la punta di un iceberg. E’ la parte visibile. Ed è sicuramente preoccupante. Ma ciò che a noi preoccupa di più è ciò che non si vede: quel clima esasperato di sfiducia totale nei confronti della classe politica (di qualunque schieramento). Un clima davvero irrespirabile e di cui gran parte della classe politica italiana sembra non rendersi conto, avvitato com’è sul gioco delle parti che è abituato a recitare.

Quando i cittadini sono delusi delle condizioni nelle quali vivono, se la prendono con i politici che hanno più vicini: sindaci, assessori e parlamentari. Sono loro che devono affrontare e risolvere i problemi. E visto che in questo caso i problemi sono molto più complessi di quelli che un singolo Sindaco ed un semplice Parlamentare possono risolvere, ecco la rabbia, gli insulti, le manifestazioni esteriori di disapprovazione.

E’ questo il vero nodo da sciogliere: o si dà ai sindaci ed ai parlamentari poteri reali per affrontare e risolvere i problemi della gente, o saremo destinati ad assistere impotenti al montare della rabbia dei delusi e dei precari. Ma per fare questo è necessario riformare lo Stato a cominciare dal sistema elettorale. Un Parlamento di non eletti, ma di designati, è purtroppo una sorta di resa del Parlamento alle logiche dei partiti (o dei loro gestori). Una resa senza combattimento che la gente non accetta. Ignorare questo aspetto e poi lamentarsi di come i cittadini trattano i politici è un esercizio retorico che non porta da nessuna parte.

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