La Fiaca scrive al Ministro dell’agricoltura: «Maggiori controlli sull’extravergine d’oliva»

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Sono nove i destinatari della missiva inviata dalla sezione terlizzese della Fiaca, coordinata da Francesco Malerba, per chiedere maggiori controlli sull’olio extravergine d’oliva.

Destinatari dai nomi altisonanti: si parte dal Ministro all’agricoltura e si finisce all’assessore alle politiche agricole del comune di Terlizzi, passando per l’assessore regionale alle politiche agricole, il nucleo Nas dei Carabinieri, la sezione politiche agricole ed alimentari dei Carabinieri, e gli illustri concittadini on. Nichi Vendola e on. Gero Grassi.

Una lettera in cui si chiede a gran voce di «individuare interventi urgenti, adeguati a fronteggiare la grave crisi attuale e rimuovere gli ostacoli e le condizioni che possono rendere la crisi strutturale».

L’appello alle forze politiche parte all’indomani di numerose iniziative partite dalle organizzazioni sindacali del settore agricolo, che più volte ed in diverse circostanze avevano lamentato l’inerzia delle istituzioni ed il disinteresse nei confronti della crisi agricola che da tempo attanaglia il comparto dell’agricoltura.

« A nostro avviso, il periodico controllo sulle attività di produzione e commercializzazione dell’olio d’oliva, rappresenta uno degli aspetti salienti di una politica agricola atta a sostenere in maniera costruttiva un settore trainante per l’economia del paese, ma ormai in grave crisi» si legge nella lettera.

Le richieste sono mirate e concrete: intensificare i controlli relativi all’origine geografica dell’olio commercializzato; intensificare l’attività di controllo sulla produzione olivicola per garantire la provenienza del prodotto; , intensificare l’attività di analisi chimica di laboratorio, soprattutto per la tutela dei prodotti tipici e a denominazione protetta (DOP, biologico, etc); verificare l’andamento del mercato dei mezzi di produzione; monitorare i flussi di olio extravergine di oliva.

«Il settore oleario, in particolare nella provincia di Bari e BAT, negli ultimi anni sta vivendo un periodo di profonda crisi dovuta al crollo dei prezzi, alle speculazioni sui mercati, alla concorrenza sleale, alla contraffazione e all’arretratezza complessiva delle infrastrutture. Oltre a danneggiare gli imprenditori agricoli pugliesi, la crisi sta avendo anche pesanti risvolti sociali a causa dei negativi riflessi sui livelli di occupazione tra i braccianti agricoli» si legge ancora nella nota.

La campagna olearia è alle porte, la preoccupazione degli operatori del settore inizia a farsi sentire.

Si attendono ora le risposte delle istituzioni.

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