Riordino ospedaliero, Corato respinge le dichiarazioni di Di Tria

La Redazione

Duro intervento del Presidente della commissione sanità al Comune di Corato Paolo Quercia. Il direttore sanitario del nosocomio coratino Sabino Brudaglio scrive alla Asl

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Il Presidente della Commissione Sanità del Comune di Corato, Paolo Quercia, contesta le dichiarazioni del Sindaco di Terlizzi Vincenzo Di Tria, che aveva definito l’"Umberto I" «una struttura con minori garanzie» .

«Il buon senso avrebbe dovuto orientare la Asl Bari all’impiego di spazi nuovi e adeguati a Terlizzi, piuttosto che continuare ad utilizzare una struttura con minori garanzie come quella coratina, che sottopone a maggiori rischi mamme e nascituri».

Si esprimeva così il 2 agosto scorso il Sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria, in un passaggio della nota inviata al presidente della Regione Nichi Vendola, all’assessore regionale alla salute Tommaso Fiore ed al direttore generale Asl Bari Nicola Pansini, in cui il primo cittadino della "città dei fiori" chiedeva di rivedere la proposta relativa alla realizzazione un nuovo ospedale Corato-Terlizzi.

Anche se esternate sotto il solleone ed in pieno periodo di ferie, oggi possiamo dire che quelle dichiarazioni non sono passate inosservate.

A sollevare il problema, seppur dopo alcune settimane, è il Presidente della Commissione Sanità del Comune di Corato, il consigliere comunale Paolo Quercia (Pdl).

«Non è mia intenzione aprire una polemica politica – precisa Quercia – ma non posso non rassicurare i pazienti e le mamme che ricorrono alle cure dell’ospedale di Corato: questa struttura sanitaria rispetta tutti gli standard di sicurezza e non sottopone ad alcun rischio degenti e nascituri.

Quelle del Sindaco Di Tria sono dichiarazioni che risultano profondamente ingiuste verso chi quotidianamente si impegna nello svolgimento del proprio dovere».

A sostegno delle rassicurazioni fornite del Presidente della Commissione Sanità, c’è anche una lettera scritta dal direttore sanitario del nosocomio coratino, Sabino Brudaglio, ed inviata al direttore generale Asl Ba Nicola Pansini e al direttore sanitario aziendale Alessandro Calasso, in cui il disappunto per le dichiarazioni del Sindaco Di Tria è messo nero su bianco.

«Con spirito di imparzialità e pur nel preciso intento di rimanere super partes – si legge nella lettera di Brudaglio – non ci si puo sottrarre però dall’evidenziare che tali dichiarazioni risultano lesive per l’immagine dell’Ospedale "Umberto I" di Corato e certamente non premianti per gli operatori di ogni qualifica che quotidianamente profondono impegno e professionalita per offrire un’adeguata assistenza. Altrettanto lesive risultano tali dichiarazioni per l’intera azienda Asl Ba, atteso che alcune di tali dichiarazioni potrebbero considerarsi al limite del procurato allarme sociale.

D’altronde, non si spiegherebbe il motivo per cui, già da qualche anno, specialisti con esperienza ultraquarantennale e professionalmente molto affidabili, dopo il pensionamento hanno chiesto di continuare ad operare nella struttura ospedaliera di Corato (vedi settore materno- infantile), né si spiegherebbe come altrettanto specialisti in organico a strutture ospedaliere di riferimento regiononale, prestino ad oggi a cadenze fisse mensili la propria attivita professionale specialistica a favore dell’utenza che afferisce all’area assistenziale materno-nfantile dell’Ospedale di Corato (vedi ambulatori per la diagnosi precoce di malattie neurosensoriali, di oncoematologia, etc.)

Si consideri inoltre che i circa 1.400 parti annui (dato ormai consolidato nell’ultimo quinquennio presso l’ospedale di Corato) non fanno registrare un incremento rispetto alla media regionale e nazionale di morti, infortuni ed infezioni
ospedaliere. Quanto sopra – conclude il direttore sanitario dell’ospedale di Corato – si segnala anche perché richiesto da tutta la comunita ospedaliera, per l’occasione rappresentata dai direttori delle Unità Operative che hanno manifestato il disagio e il disappunto generale provocato dalle più volte citate dichiarazioni».

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