Giovane Italia controcorrente: «la riforma universitaria è un grande passo in avanti»
Quella individuata come “Riforma Gelmini” è senza dubbio la riforma scolastica più contestata, non soltanto dagl studenti, ma anche dai docenti e personale non docente, al punto che più volte le varie componenti del mondo scolastico sono scese in piazza per esprimere il loro disappunto.
Una riforma che ha fatto e continua a far discutere, che alimenta dibattiti e scambi di opinioni tra chi vede il provvedimento un dato negativo e chi lo considera uno slancio verso il futuro.
Di riforma universitaria si parlerà in un incontro organizzato da Giovane Italia, giovedì 14 ottobre alle ore 19 presso la sede del movimento.
Al dibattito, che partirà dal tema “Il futuro che vogliamo”, parteciperanno Laura De Marzo, Senatrice Accademica Univ. degli Studi di Bari; Luciano Cavaliere, dirigente nazionale Giovane Italia; Augustsa Montarule, dirigente nazionale Giovane Italia ed Andrea Volpi, Coordinatore nazionale Azione Universitaria. L’incontro sarà moderato da Vittorio Guastamacchia, presidente provinciale Azione Universitaria di Macerata.
«La Riforma Universitaria rappresenta un grande passo in avantiper l’Italia: sino ad oggi le Università infatti sono state utilizzate troppo spesso come “aziende” per collocare amici e familiari, creando i famigerati “baronati” e centri di potere.
Il sistema Università necessita di una svecchiata. Occorre dire basta ai Ricercatori che anziché fare il proprio dovere (Ricerca e Didattica) sono costretti a “servire” qualcuno per poter sperare in un futuro da Professore. Occorre dire basta ai Professori che sfruttano i Ricercatori per i propri studi professionali. Occorre dire basta alle terze e quarte professioni dei Docenti. Occorre dire basta ai Rettori che fanno del proprio Ateneo un regno dove la carica cessa vita natural durante. Occorre dire basta al proliferare di Università (in Italia sono già 92 e 256 sedi distaccate!)» spiegano gli organizzatori dell’incontro.
«Il d.d.l. 1905 infatti, mira a innovare il sistema universitario e la governance. Premia gli studenti meritevoli. Valuta gli atenei per la ricerca e la didattica. Mira a responsabilizzare gli atenei per evitare che l’autonomia (valore fondante della libertà), non degeneri in arbitrio e quindi mala amministrazione dell’Università pubblica»
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