Terlizzi è ad alto rischio idrogeologico
Nella lista dei 181 comuni ad alto rischio idrogeologico in tutta la regione figura anche la città di Terlizzi.
Il dossier “Ecosistema Rischio 2010” e la mappatura delle zone interessate dal rischio è stato presentato nei giorni scorsi nell’ambito della presentazione di “Operazione Fiumi 2010“, la campagna nazionale di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile dedicata alla prevenzione di frane e alluvioni.
Un lavoro dal quale è emerso che il rischio idrogeologico nei comuni di Puglia è stato fortemente sottovalutato negli scorsi anni, basti considerare che nel report del Ministero dell’Ambiente e dell’UPI realizzato nel 2003, infatti, solo 48 comuni pugliesi erano considerati in pericolo di frana e/o alluvione.
«I nuovi dati del PAI danno l’idea dell’entità del pericolo di frane e alluvioni in Puglia – commenta Paola Tartabini, portavoce della campagna – sino a ieri ampiamente sottovalutata. Una svista che per anni non ha permesso di mettere i necessari vincoli idrogeologici all’urbanizzazione, indispensabili per garantire la piena sicurezza dei cittadini. In una regione così vulnerabile – prosegue Tartabini – è necessario da un lato rimettere le mani al pesante fardello urbanistico del passato, dall’altro realizzare un’attenta opera di manutenzione del territorio».
Ma da Ecosistema Rischio 2010 – dossier che monitora le attività dei comuni classificati a rischio dal Ministero dell’Ambiente e dall’UPI nel 2003 e quindi prende in esame un campione ridotto rispetto alla realtà, offrendo una panoramica delle iniziative e dei provvedimenti che le amministrazioni adottano per prevenire le frane e le alluvioni – sono emersi altri dati preoccupanti.
Il 75% dei comuni ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi o in aree a rischio frana, il 46% delle amministrazioni presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio, un altro 46% di municipalità ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali, con evidente rischio non solo per l’incolumità dei dipendenti ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni.
Ancora, nel 33% dei casi sono presenti in zone esposte a pericolo anche strutture sensibili, come scuole e ospedali, mentre le delocalizzazioni sono del tutto ferme.
Quanto sia vulnerabile il territorio pugliese e quanto sia urgente mantenere alto il livello di attenzione rispetto all’assetto idrogeologico, nonché operare per rafforzare i vincoli all’urbanizzazione delle aree esposte a rischio, d’altra parte, è tristemente testimoniato anche dai drammatici eventi calamitosi di cui è stata protagonista la Puglia negli ultimi anni.
Nel caso della città di Terlizzi è possibile guardare chiaramente la situazione attingendo alla cartina che pubblichiamo in gallery.
«In Puglia il dissesto idrogeologico è sempre più un pericolo concreto – dichiara Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia – di conseguenza le amministrazioni comunali devono intervenire attraverso le attività ordinarie legate alle gestione del territorio, quali la pianificazione urbanistica, gli interventi di delocalizzazione di abitazioni e di altri fabbricati dalle aree a rischio, la manutenzione delle sponde dei corsi d’acqua e delle opere idrauliche, ma anche attraverso la redazione dei piani di emergenza, che devono essere aggiornati e conosciuti dalla popolazione, nonché attraverso l’organizzazione locale di protezione civile, al fine di garantire soccorsi tempestivi ed efficaci in caso di alluvione o frana».
Buone notizie provengono da parte dell’assessore regionale Fabiano Amati che ha annunciato un imminente accordo tra la Regione e il Ministero dell’ambiente per la mitigazione del rischio idrogeologico.
«Dai rapporti pubblicati sul rischio idrogeologico in Puglia emergono dati che ci dicono che siamo in guerra anche se un primo piccolo spiraglio sembra aprirsi: stiamo per firmare un Accordo di programma quadro con il Ministero dell’Ambiente che prevede un piano condiviso di mitigazione del rischio idrogeologico e stiamo per questo lavorando ad un dettagliato programma di investimenti sui singoli comuni, non perdendo mai di vista la tutela delle vite umane» ha detto Amati.
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