Giovane Italia: «Dove è finita la volontà dei cittadini di difendere il “Sarcone”?

La Redazione
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«Dove è finito Nichi Vendola?» è l’interrogativo retorico che i militanti di Giovane Italia si pongono in relazione alla spinosa questione legata all’ospedale di Terlizzi, questione che ha visto il sindaco assumere delle posizioni in netto contrasto con l’amministrazione regionale.

Giovane Italia fa appello alla coscienza dei cittadini terlizzesi, che nel 2002 scesero in strada manifestando il loro disappunto nei confronti del piano di riordino concepito dall’allora governatore Raffaele Fitto. Una scelta impopolare alla quale molti imputano la sconfitta elettorale del centro destra alle elezioni regionali 2005 che portarono alla elezione di Nichi Vendola al governo della regione.

«Il governatore Vendola, orgogliosamente terlizzese, nominato per la seconda volta alla guida della Regione Puglia, sforando il Patto di stabilità e finanziando ospedali privati, a quanto pare più meritevoli, è costretto ad un piano di rientro per la sanità ed un riordino ospedaliero come quello fortemente contestato ai tempi del governo Fitto.

E così, mentre tenta di esportare il “disastro Puglia” in tutta la nazione, con la presunzione di criticare l’operato della collega Polverini in fatto di sanità, latitante in Puglia e affetto dal berlusconismo, vola tra salotti televisivi e congressi di partito: la promessa di campagna elettorale “a Terlizzi si tornerà a nascere” più che, quella che lui chiamerebbe, “profezia francescana” sembra un’utopia per non dire una grande beffa per la sua amata Terlizzi» è la riflessione del gruppo di Giovane Italia.

La difesa strenua dell’ospedale “Sarcone” sembra mettere d’accordo centro destra e centro sinistra, al punto che i militanti di Giovane Italia riconoscono al sindaco Di Tria l’importanza dei suoi interventi a difesa del presidio.

«Mirabile è senza dubbio l’operato del nostro Sindaco che, con grandi capacità di dribblaggio, cerca di opporsi al provvedimento invitando l’assessore Fiore ad una seduta monotematica del consiglio comunale, rilasciando interviste e mandando lettere a destra e a manca, ostentando quella che oggi è diventata la nostra struttura ospedaliera grazie ai finanziamenti regionali (che alla luce del riordino risultano un ulteriore sperpero di denaro pubblico); tutto ciò senza mai citare o colpevolizzare direttamente Vendola».

Forze politiche, dunque, concordi sulla difesa del “Sarcone”. La grande assente in questo scenario, tuttavia, ad avviso di “Giovane Italia” è la popolazione, quella popolazione che nel 2002 scese in piazza a difesa del presidio e che oggi non manifesta.

«Dove è finita la strenua volontà dei cittadini di difendere il “Sarcone”? Il diritto alla salute? La volontà di partorire nel proprio paese? Dove sono le grandi manifestazioni? Non si saranno mica convinti di essere immortali? Non staranno mica distribuendo un vaccino onnipotente? E così s’insinuano i dubbi: le grandi folle di qualche anno fa erano composte da gente consapevole o solamente strumentalizzata? Dove è finito Nichi Vendola?

Probabilmente questa è solo retorica, al decollo di una campagna elettorale votata alla Presidenza del Consiglio, una manifestazione della portata di quella delle 2002 avrebbe una risonanza troppo forte, apporterebbe un danno troppo grande».

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