Concorso per istruttore amministrativo, l’Udc: «Prevalga il principio della meritocrazia»

Ilaria Discornia
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Il concorso pubblico per l’assunzione  di un istruttore amministrativo di Categoria C è da poco stato bandito dal Comune di Terlizzi, ma già un semplice atto amministrativo è diventato oggetto di contesa politica.

E se la sezione locale dell’Udc da un lato non si sottrae ad evidenziare i meriti dell’amministrazione comunale che «con grande coraggio, nonostante il vincolo del “Patto di Stabilità”, sta procedendo al rinnovo della macchina amministrativa e alla formazione delle risorse umane esistenti», dall’altro coglie l’occasione per sferrare un ennesimo attacco politico.

Si parla di “manuale Cencelli”, in pratica di spartizione di pubblici uffici a seconda del peso politico, in un manifesto affisso in città a firma dell’Udc.

Ovviamente non si dà per certa la metodologia che verrà applicata, ma si espongono timori: «In considerazione del fatto che la graduatoria resterà in vigore per i prossimi tre anni, un dubbio lecito ci sorge spontaneo:  e se per caso il concorso fosse vinto dalla moglie del figlio di…? E se per caso, al secondo posto della graduatoria si classificasse il figlio di…?E se per caso, al terzo posto della graduatoria si classificasse una persone strettamente imparentata con …?

Certo, nel giro di tre anni, tanti quanti ne mancano alla fine del mandato del sindaco Di Tria e della sua Amministrazione, si potrà porre un ulteriore tassello che mancava per completare l’opera.

Tutto questo farebbe male a chi pone grande fiducia alle regole della trasparenza di un pubblico concorso e all’integrità morale e intellettuale della Commissione Esaminatrice».

Ed in conclusione: «Speriamo che per una volta, la Commissione Esaminatrice a cui facciamo i nostri più sinceri auguri, faccia valere il principio di meritocrazia, liberandosi dai lacci della politica».

Sicuramente è legittima la denuncia fatta da un partito politico di opposizione che ha tra i suoi compiti quello di vigilare sulla correttezza dell’andamento amministrativo in città. Il rischio, però, è quello di scadere nel qualunquismo e nella dietrologia che alimentano il clima da caccia alle streghe. Chi ha elementi per ritenere che questo o qualunque altro atto della pubblica amministrazione sia “viziato” da pressioni politiche è bene che si rivolga alle autorità competenti, a cominciare dalla Magistratura. 

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