Naso all’insù, San Nicola scende dalla torre Normanna

Laura Bienna

Si rinnova l’atteso appuntamento della discesa di S. Nicola dalla torre normanna: un appuntamento atteso soprattutto dai bambini

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Per la vigilia della festa del santo di Mira (Turchia), domani, a partire dalle ore 18,30, tutti i bambini in piazza con naso all’insù in attesa della “discesa” dalla torre normanna di San Nicola e del fido Adeodato, il giovane fatto schiavo dall’emiro e poi liberato e restituito ai genitori per intervento miracoloso.

La leggenda agiografica, insieme all’episodio della resurrezione dei tre bambini fatti a pezzi da un oste malvagio, è alla base dello speciale patronato di S. Nicola sui bambini.

A Terlizzi due esperti del Gruppo Speleologico Ruvese vestiranno i panni vescovili del santo e quelli del coppiere Adedoato, e si caleranno, assicurati da robuste corde, dalla poderosa torre normanna, alta circa 30 metri, in Piazza Cavour.

E’ un evento atteso e partecipato da centinaia di bambini che affolleranno sin dalle prime ore della sera la piazza principale in attesa trepidante del momento della “discesa” quando il santo scenderà ad abbracciare i suoi piccoli. E’ antichissima tradizione, infatti, che nella notte tra il cinque e il sei dicembre il santo visiti tutte la case e lasci doni, giocattoli, dolciumi per i bambini.

Alla manifestazione parteciperanno il sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria e l’assessore per le Politiche Culturali Domenico Paparella.

Dopo la lettura della “letterina a S. Nicola” con i desideri di tutti i bambini, spetterà al direttore dell’Ufficio Poste Italiane di Terlizzi certificare la spedizione, con tanto di francobollo e timbro postale, e far partire, con modalità prioritaria, la letterina che sarà trasportata in cielo da decine di palloncini colorati.

Seguirà l’estrazione di quindici “calze” che, nel rispetto pieno della tradizione, saranno colme di cioccolatini e caramelle.

I giorni precedenti la festività si svolgerà lungo Corso Dante, il mercatino di S. Nicola con decine di bancarelle multicolori di giocattoli, addobbi natalizi, dolciumi. Il giorno sei dicembre, ricorrenza liturgica, assume connotazioni più strettamente religiose: i terlizzesi faranno visita alla artistica statua del santo di Mira venerata presso la chiesetta di S. Giuseppe, nel cuore della città medioevale.

Una occasione per rinnovare la devozione al “santo dei bambini” e riscoprire le bellezze artistiche di un luogo di culto defilato ma ricco di opere da conoscere

Come si è diffusa la tradizione di San Nicola a Terlizzi e a Molfetta 

 

(a cura di Francesco de Nicolo)

La tradizione è cominciata anni fa. Si è diffusa prima in Asia, quasi subito dopo la morte di San Nicola, e poi in tutto il mondo, anche in Italia a Trieste. A quei tempi a Terlizzi si produceva molto olio e si esportava via mare, da Molfetta in altri paesi. Per questo motivo i marinai molfettesi giunsero a Trieste un 5 dicembre con la barca “La Bella Aurora”, guidata dal capitano Michele Panunzio.
I marinai furono ospiti del commerciante che aveva comprato l’olio e nella sua casa assistettero ai preparativi per la festività di San Nicola.
I bambini mettevano la calza al camino e recitavano preghiere al Santo prima di andare a letto.
Il giorno dopo, il 6 dicembre, ci furono doni per tutti; il commerciante offrì doni ai marinai molfettesi affinché li portassero ai loro bambini. Tornati a Molfetta, il capitano e i suoi marinai pensarono di iniziare, anche da noi questa bella tradizione. I bambini di Molfetta, il 6 dicembre 1769, trovarono per la prima volta i doni. I commercianti terlizzesi, venuti a conoscenza di questo fatto, diffusero ben presto la tradizione anche a Terlizzi.

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