Ora parla Giovane Italia: «Non siamo ineducati. Chiediamo scusa al Governatore Vendola»

La versione dei giovani coinvolti nel presunto raid ai danni del Governatore Vendola

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Giornali locali e nazionali, parlamentari della Repubblica e rappresentanti delle istituzioni di ogni ordine e grado, semplici cittadini. Chiunque ha espresso solidarietà nei confronti del Governatore della Puglia Nichi Vendola, vittima di un “raid” notturno da parte di alcuni giovani contestatori del Pdl.

Come il telefono senza fili, le voci attorno alla modalità col quale si è svolto il raid sono le più disparate: alcuni parlavano di calci e pugni al portone dell’abitazione privata del governatore, altri di bigliettini, altri di schiamazzi, altri ancora di una citofonata. In tutto ciò una cosa è certa: il Governatore è stato disturbato dai contestatori nel cuore della notte.

Finora hanno parlato tutti, ad eccezione dei militanti di Giovane Italia di Terlizzi, direttamente coinvolti nella vicenda, altra campana sicuramente meno famosa, ma indispensabile da ascoltare per ottenere una versione più completa dell’accaduto.

Ospitiamo sulle nostre pagine, per la prima volta e in maniera integrale, la nota diffusa dal circolo terlizzese di Giovane Italia con la quale si esprime la propria versione circa i fatti del 30 dicembre.

«Ore 3:00. Notte. Terlizzi. Soggetti: decine di ragazzi terlizzesi. Armi: coccarde rose e celesti listate a lutto. Obiettivo: applicare ad ogni portone e negozio del centro storico della città una coccarda accompagnata da un volantino illustrativo di tale azione.

Con questa azione si voleva ricordare al Governatore Vendola la promessa, da lui fatta ai concittadini terlizzesi, nella campagna elettorale del 2005:” A Terlizzi si tornerà a nascere”. Tale promessa non è stata mantenuta, infatti il punto nascita a Terlizzi non è stato previsto con l’attuale riordino ospedaliero, nonostante siano stati fatti degli sforzi economici, che si aggirano attorno ai 10 milioni di euro, per la risistemazione dell’ospedale “M. Sarcone”.

 A Terlizzi non si nasce più questo è un dato di fatto! Nell’adornare il centro storico con queste coccarde e volantini, involontariamente, è stato suonato il campanello dell’abitazione privata del Governatore Vendola, che essendo anche un comune cittadino non è stato “risparmiato” dalla coccarda “killer”. In questi giorni si è sentito parlare di molestie, insulti, sputi, colpi al portone… Noi non ci stiamo!Non siamo delle persone ineducate. Per tale motivo chiediamo scusa al Governatore Vendola per averlo importunato, nel cuore della notte, in quanto ad ognuno di noi deve essere garantito il diritto inviolabile al sonno.

Non siamo delle persone violente perché eravamo semplicemente armati di coccarde, e di certo non è nel nostro stile sputare o colpire violentemente, in questo caso il portone del Governatore Vendola. Essere paragonati a chi, invece, il 14 dicembre ha devastato Roma ci disgusta.

A chi cita violenza e incapacità di attuare manifestazioni pacifiche, invece, invitiamo a documentarsi sul tenore delle nostre manifestazioni e ricordiamo l’accoglienza riservata nel 2003 all’allora governatore Fitto a suono di pomodori, uova ed insulti, quando egli si recò a Terlizzi per giustificare e spiegare il suo operato, cosa che attendiamo ancora da parte del nostro concittadino.

Qualcuno sa che si è tenuta una manifestazione pacifica, la mattina del 30 dicembre, dinanzi all’entrata del nosocomio terlizzese? Non capiamo i motivi per cui la civile protesta di tanti cittadini sia stata addirittura nascosta dalle cronache televisive e giornalistiche a favore di una bravata».

Una protesta, quella alla quale si riferiscono nelle ultime battute del loro intervento i militanti di Giovane Italia, puntualmente documentata dal nostro giornale lo scorso 31 dicembre.

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