“Cartelle pazze”, SeL: «Buono l’impegno, ma ancora non basta»
La questione relativa alle “cartelle pazze” continua a mantenere la tensione all’interno della maggioranza.
Sinistra e Libertà, nel prendere atto di alcune decisioni prese dall’amministrazione che ben si conciliano con le richieste espresse dalla forza politica, dall’altra non accetta l’utilizzo del termine “baccano” utilizzato a proposito della propria presa di posizione.
«Non fa baccano una forza politica che solleva problematiche, più volte sollecitate e mai discusse, inerenti l’Ufficio Tributi» tiene a precisare la segreteria locale di SeL.
«Tanto è vero che si definiscono alcune questioni spinose: viene finalmente abbandonato il progetto di esternalizzare l’Ufficio Tributi; si intende potenziare lo stesso con una migliore dotazione informatica e mobiliare e soprattutto con un numero maggiore di dipendenti comunali. A proposito di questo riteniamo i primi passi effettuati abbastanza improvvisati se non avventati . Si decide, inoltre, di verificare le responsabilità del disservizio verificatosi sul piano politico ed amministrativo».
Ma questo non basta: «Oltre alla tipologia degli errori commessi, è necessario evidenziare nei due ambiti i compiti e le funzioni degli attori e gestori. Forse sarebbe opportuna, a questo proposito, una rilettura del capitolato di appalto per la gestione dei tributi».
E vengono alla luce nuove esigenze che, se da un lato ribadiscono la forza di SeL come componente attiva di maggioranza, dall’altro evidenziano un’anima critica all’interno del governo della città.
«Chiediamo una svolta politica e metodologica al centrosinistra per poter portare a termine questo mandato senza superficialità o distrazioni. Continueremo a dire la nostra in coalizione e tra la gente. E’ una regola fondamentale in democrazia, senza che ciò venga letto come “baccano”. Siamo una forza politica responsabile che sa governare ma che vuole vederci chiaro, sempre. Ribadiamo la necessità di scelte collegiali come presupposto di una sana e proficua collaborazione tra le forze politiche».
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