Diffamazione, archiviazione per il Sindaco di Tria

La Redazione

A darne notizia è lo stesso Sindaco attraverso il suo sito internet

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«Si chiude una vicenda giudiziaria che ha turbato ma non ostacolato il percorso del Gruppo d’Azione Locale, che ha cominciato comunque a muovere i suoi primi passi stabilendo la sua sede nel nuovo mercato dei fiori di Terlizzi, accingendosi a pubblicare i primi bandi che distribuiranno sul territorio dei tre comuni i circa 11 milioni di euro di Finanziamenti Europei erogati dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale».

Sono le parole del sindaco Vincenzo di Tria, in calce allo scritto apparso sul suo sito internet, nel quale comunica l’archiviazione del procedimento per diffazione che lo ha visto protagonista.

Tutto era scaturito dalla risposta pubblica del sindaco ad un manifesto pubblicato a Terlizzi da Udc, Dc, Città civile, IO Sud e Lista Schittulli nel quale si faceva accusava  l’amministrazione comunale di aver gestito una «squallida spartizione di poltrone» e di «tutelare interessi privati» in occasione della costituzione del Gruppo d’Azione Locale “GAL Fior d’Olivi” costituito dai comuni di Terlizzi, Giovinazzo e Bitonto e da vari soggetti privati, definito nel manifesto un «carrozzone clientelare».

Nella sua risposta, diffusa da Palazzo di Città,  che gli è costata la querela, il Sindaco affermava: « Compito dell’Amministrazione Comunale  è di assicurare che i finanziamenti pubblici del GAL si trasformino in occupazione, sviluppo e tutela del territorio lasciando a mani vuote affaristi senza scrupoli, parassiti e predoni che in questi anni hanno fatto scempio dei fondi europei».

«Il motivo di tanta attenzione da parte della politica cittadina era il clamore suscitato dalla disputa tra gli aderenti al GAL che aveva portato alcuni soggetti privati, tra i quali anche consiglieri comunali ed ex amministratori, a non partecipare alla costituzione della società consortile e ad impugnare dinanzi al TAR gli atti costitutivi» – continua il Sindaco.

«Quando il Pubblico Ministero aveva proposto l’archiviazione del procedimento penale, ritenendo che le mie espressioni  ricadessero nell’ambito di una legittima dialettica politica, i firmatari della denuncia si erano opposti chiedendo un supplemento d’indagine in quanto sostenevano, tra l’altro, di essere solo imprenditori ed affatto impegnati in politica».  Inoltre il sindaco ribadisce che  In realtà tra i firmatari della denuncia e della richiesta di prosieguo di indagine figurava un consigliere comunale insieme ad ex assessori comunali, un segretario di partito e un candidato alle elezioni europee.

Alla luce dell’archiviazione il sindaco si è riservato di denunciare per calunnia i firmatari della querela nei suoi confronti.

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