“Cartelle pazze”. «I cittadini hanno il diritto-dovere di partecipazione e di conoscenza delle azioni amministrative»

La Redazione

Il contributo del dott. Vito Ruggeri, già Segretario Comunale del Comune di Andria

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Il grave disagio avvertito dalla cittadinanza terlizzese legato alla questione “cartelle pazze” torna a farsi sentire attraverso le parole del dott. Vito Ruggeri, già segretario comunale presso il Comune di Andria.

In un suo scritto rivolto ai lettori di TerlizziLive.it, il dott. Ruggeri analizza la questione puntando i riflettori sul diritto – dovere dai parte dei cittadini di essere informati sulle azioni amministrative intraprese per fronteggiare il disagio.

Ospitiamo qui di seguito l’interessante parere, in forma integrale.

«Il cittadino deve sapere che il Consiglio Comunale di Terlizzi ha costituito una Commissione d’indagine, composta da tre consiglieri di maggioranza e tre di opposizione, nell’intento di valutare le ragioni e le eventuali responsabilità, afferenti alla sconvolgente vicenda degli accertamenti ICI e TARSU, che ha generato un vero e proprio disagio esistenziale nella presumibile totalità della popolazione terlizzese.

Purtroppo, non si nota alcun avviso pubblico, nelle forme e con le modalità, idonee ad assolvere il dovere civico di informazione al cittadino, indicante la data, l’orario ed il luogo, in cui detta Commissione d’indagine dovrebbe riunirsi per consentirne la partecipazione, atteso che, secondo il disposto, di cui al comma 7, art. 38 del D. L.vo n. 267/2000, “le riunioni delle Commissioni sono pubbliche, salvo diversa statuizione regolamentare”.

La ragione della citata disposizione è di agevole intuizione, nel senso che i cittadini hanno il diritto-dovere di partecipazione e di conoscenza delle azioni amministrative, adottate dagli organi comunali, essendo titolari di posizioni giuridiche e di specifici interessi, tutelati dall’ordinamento giuridico.

A mio avviso, la prima causa produttiva della grave anomalia delle cartelle pazze è da ricercare nella carenza o inadeguatezza del rapporto contrattuale tra l’ente ed il gestore esterno, che ha determinato, di fatto, la preminenza dell’azione o, meglio, dell’interesse della società affidataria dei servizi di cui trattasi nei confronti delle competenze, integranti la funzione tributaria, appartenenti sia alla sfera burocratica sia agli organi di governo.

In sostanza, l’esternalizzazione sembra aver assorbito le prerogative gestionali e di programmazione e controllo, ascrivibili, in via esclusiva ed irrinunciabile, rispettivamente, ai responsabili della gestione ed agli organi di governo comunali.

E’ appena il caso di precisare che, a prescindere dagli esiti delle indagini da parte dell’istituita Commissione, gli organi preposti a garantire, attraverso il controllo di regolarità amministrativa e contabile, la legittimità e correttezza dell’azione amministrativa, a verificare, attraverso il controllo di gestione, l’efficacia, l’efficienza e l’economicità della gestione ed a valutare la performance e la produttività delle strutture e del personale, dovrebbero esprimersi, comunque, sull’intricata vicenda, non tanto per l’individuazione delle criticità organizzative, funzionali e soggettive quanto per realizzare una migliore adeguatezza delle scelte e dei rapporti interni ed esterni nell’esercizio della funzione tributaria, che costituisce la parte più delicata della gestione e della programmazione del Comune.

E’ auspicabile che la sensibilità democratica dell’amministrazione comunale sia tale da agevolare la partecipazione popolare alle riunioni della commissione, quale stimolo sia per fare chiarezza sugli anormali eventi accaduti sia per programmare le scelte future, afferenti alla funzione tributaria, tenendo ben presente che l’esternalizzazione presuppone che l’imprenditoria privata garantisca superiori capacità tecniche, minori costi e l’utilità sociale della gestione».

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