Renzo Caponetti a Terlizzi

Nicolò Marino Ceci

I prossimi 11 e 12 maggio

0 commenta

I prossimi 11 e 12 maggio sarà a Terlizzi Renzo Caponetti – Presidente dell’Associazione Antiracket “Gaetano Giordano” di Gela.
Sarà ospite del I Circolo Didattico Statale “Don Pietro Pappagallo”, nell’ambito del P.o.n. “C3” dal titolo: “LE(g)ALI Al SUD: un progetto per la Legalità in ogni scuola” – in partenariato con l’Associazione “Libera contro le mafie”, per due incontri pomeridiani con 23 alunni di 3° e 4° elementare.

Mercoledì 11 Caponetti terrà una lezione all’interno della Scuola “Pappagallo”, riservata esclusivamente ai piccoli studenti; giovedì 12 offrirà la sua testimonianza nell’ambito dell’evento aperto alla cittadinanza dal titolo “Liberi di…”, che si svolgerà nella Pinacoteca “Michele De Napoli”, con il Patrocinio del Comune di Terlizzi.
A portare i saluti dell’Amministrazione saranno Vincenzo di Tria – Sindaco, Mimmo Papparella – Assessore alla Pubblica Istruzione e Giovanna Spada – Assessore alla Legalità; interverranno Margherita Anna Bufi – Dirigente Scolastico del I Circolo “Don Pietro Pappagallo”, Alessandro Cobianchi – Presidente dell’Associazione “Libera” Puglia e concluderà i lavori Renzo Caponetti. Ora d’inizio: 18,30.

Caponetti si afferma come imprenditore nella Gela degli anni ’80, ostaggio delle lotte per il dominio del territorio tra Mafia e “Stidda” – più propriamente nota come “mafia dei campi”.
E’ proprio in quegli anni che questi subisce le prime insistenti richieste di pizzo da parte degli esattori mafiosi. Anziché genuflettersi a tali prepotenze, Caponetti denuncia e dopo mille difficoltà, fonda nel 2005 a Gela – storica roccaforte del potere mafioso nisseno – l’Associazione Antiracket, che oggi conta oltre 100 imprenditori iscritti.

“Sono felice di venire in Puglia e incontrare studenti pugliesi. Solitamente mi capita di girare per la Sicilia e scoprire nuove realtà mi affascina molto: è anche un modo per conoscere più a fondo la complessità del fenomeno criminale” – ha dichiarato Caponetti.
E ha proseguito:”sento quest’esperienza dell’antimafia come una missione, in cui metto tutta la mia anima. E’ una passione che coltivo ogni giorno. E’ più di un lavoro; è tutto ciò in cui credo.”

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!