Lo strano caso del Pd e di Michele Grassi

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In una nota ufficiale giunta alla nostra redazione la sezione terlizzese del Partito Democratico «invita la spett.le Redazione ad astenersi ad associare il consigliere Michele Grassi al Partito Democratico».

Un invito basato su una presunta espulsione dal Pd del consigliere Grassi che il segretario Mario De Leo inserisce in una data precisa: il 14 settembre 2009 con conferma del Comitato di Garanzia del Pd provinciale.

«Tale precisazione è utile per la dignità degli iscritti al Partito Democratico di Terlizzi ben ,580 cittadini, dei Consiglieri Comunali, degli Assessori, del Sindaco ing. Vincenzo di Tria e di tutto il gruppo dirigente del PD» continua la nota.

Michele Grassi, tuttavia, rivendica la sua appartenza al Partito Democratico. Lo fa adducendo una prova molto forte: il suo ruolo di dirigente provinciale del Partito Democratico, così come riportato sul sito ufficiale della federazione del Partito Democratico di Bari.

Onore di verità, quello reclamato da Mario De Leo. Onore di verità al quale anche la nostra redazione non si è sottratta.

La  tutela della dignità degli iscritti e dei cittadini anima anche il nostro operato. Pertanto abbiamo interpellato la segreteria provinciale Pd che ci ha risposto in merito alla questione ipotizzata da De Leo.

Quel che ci ha mosso è una forte contraddizione in termini: come può un dirigente provinciale di un partito non esserne iscritto o addirittura esserne stato espulso?

Quanto affermato dalla segreteria terlizzese non ci è stato confermato dal vicesegretario provinciale Pd Ubaldo Pagano che, seppure a conoscenza delle forti frizioni all’interno del Pd terlizzese che hanno portato al rifiuto della concessione della tessera a Michele Grassi, esclude che quest’ultimo sia stato espulso dal partito.

Del resto la nuova commissione di garanzia del partito, come ci spiegano i vertici provinciali, non si è ancora riunita per valutare la richiesta del provvedimento di espulsione.

Nessuna conferma circa l’espulsione di Grassi dal partito anche da parte del presidente della commissione di garanzia precedente a quella in carica.

Vero è che Grassi spesso si è mostrato non in linea con le scelte della sezione terlizzese e pertanto è stato “rifiutato” dal gruppo consiliare, così come si è potuto notare dai serrati botta e risposta del consiglio comunale dello scorso 4 aprile. Ma è altrettanto vero che gli elementi che abbiamo a disposizione non ci consentono ancora di chiarire quali siano le posizioni corrette.

La vicenda, dunque, per noi si chiude su questa pagina, almeno fin quando la commissione di garanzia del Partito avrà deliberato in merito alla questione.

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