Le osservazioni di Legambiente sul Programma integrato di rigenerazione urbana
Anche Legambiente partecipa all’animato dibattito scaturito dai provvedimenti urbanistici approvati nelle ultime sedute di Consiglio Comunale.
Nella fattispecie, Legambiente produce delle osservazioni contro la delibera del Consiglio comunale del 7 febbraio scorso riguardo all’adozione del programma integrato di rigenerazione urbana (PIRU) dell’area compresa tra via Alessandria, via Torino e Viale del Lilium .
In una missiva all’attenzione del Presidente del Consiglio comunale e dei consiglieri, Legambiente fa notare che la legge regionale n. 21/2008 promuove, in generale, la rigenerazione di parti di città e sistemi urbani, “mediante strumenti di intervento elaborati con il coinvolgimento degli abitanti…”.
«Nel caso specifico, dal PROGRAMMA INTEGRATO DI RIGENERAZIONE URBANA – P.I.R.U. non risulta affatto attivata la richiesta di coinvolgimento né della cittadinanza intera, né degli abitanti della zona oggetto di intervento di riqualificazione.
Detto coinvolgimento civico costituisce elemento propedeutico all’adozione del P.I.R.U., sia nell’ipotesi di procedura ex art.5 L. R. 21/2008, che in quella ex art. 6. stessa legge.
Infatti, questi due ultimi articoli di legge prevedono che il P.I.R.U. venga adottato con atto deliberativo del Consiglio Comunale. “tenendo conto delle proposte avanzate dalle forze sociali, economiche e culturali e dagli abitanti che risiedono o operano nel contesto da riqualificate e negli ambiti ad esso contigui”.
Sul punto in questione, la delibera in oggetto sembrerebbe prevedere una forma di partecipazione laddove stabilisce, ai fini dell’adozione del P.I.R.U. di “…attivare e promuovere tutte le forme di partecipazione utili a definire e/o modificare la proposta”.
Tuttavia, non solo l’idea di partecipazione espressa in delibera è oltremodo tardiva, rispetto ai tempi individuati dalla legge, ma la stessa è altresì generica, non indicando i criteri, le modalità ed i soggetti destinatari della partecipazione stessa».
Inoltre Legambiente pone l’attenzione su una presunta mancata predisposizione del “documento programmatico per la rigenerazione urbana” da approvarsi con apposito atto deliberativo del consiglio comunale”, (art. 3 L. R.21/2008).
«Ancora una volta quest’ultimo articolo di legge prevede che tale documento venga messo a punto con la partecipazione degli abitanti.
Inoltre, poiché il documento programmatico è l’unico che definisce “gli ambiti territoriali da sottoporre a programmi integrati di rigenerazione urbana – P.I.R.U.”, ( ex art.3 L.R. 21/08), e che definisce “anche le iniziative per assicurare la partecipazione civica ed il coinvolgimento di altri enti e delle forze sociali, economiche e culturali alla elaborazione e attuazione dei programmi”, nonchè “i criteri per valutare la fattibilità dei programmi”, lo stesso (documento programmatico) costituisce elemento essenziale, imprescindibile e preliminare per l’individuazione degli ambiti territoriali su cui intervenire, nonché strumento indispensabile per garantire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni».
Inoltre definiscono la delibera «confusa e contraddittoria laddove, da un canto recepisce e fa propria la relazione del Dirigente del settore servizi tecnici, nella quale quest’ultimo “ ritiene che il P.I.R.U. sia approvabile, in variante al P.R.G., in base alle previsione dell’art. 6 della L.R. 21/2008..”, dall’altro il C.C. adotta il P.I.R.U. “ai sensi e per gli effetti dell’art.5 della L.R. n.21/2008”».
E specificano: «Tale aspetto è fondamentale, poichè l’art. 6 L.R. 21/2008 prevede espressamente al comma 2 che “il sindaco, dopo l’adozione del P.I.R.U. convoca una conferenza di servizi………”, contrariamente a quanto invece deliberato dal Consiglio Comunale che, nel convincimento di adottare il P.I.R.U. in conformità al P.R.G. (art. 5 L. R. 21/08), dà atto che “non sarà necessaria la preliminare convocazione di una conferenza di servizi”.
In conformità alla procedura indicata dal Dirigente del settore servizi tecnici, il P.I.R.U. è adottato dal C.C. “sulla base di quanto stabilito dal documento programmatico per la rigenerazione urbana e tenendo conto delle proposte avanzate dalle forze sociali, economiche e culturali e degli abitanti che risiedono o operano nel contesto da riqualificare e negli ambiti ad esso contigui” (art. 6 L.R. 21/2008).
In sostanza – si ribadisce – alla luce della procedura indicata dal Dirigente comunale, il C.C. avrebbe dovuto approvare, prima dell’adozione di un P.I.R.U., il documento programmatico per la rigenerazione urbana (art. 3 L.R. 21/2008), per consentire l’effettiva partecipazione dei cittadini, così come previsto dalla legge.
Infine, atteso la confusione e la contraddittorietà che emerge tra l’atto deliberativo ed il P.I.R.U., in ordine alla procedura che si intende adottare (art. 5 o art. 6 L.R.21/08), è pacifico che alcun termine di quelli previsti dalla L.R. 21/08 è decorso ai fini della presentazione delle odierne osservazioni».
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