«Giù le mani da Via Torino»

Il grido del comitato Via Torino contro lo stravolgimento della via e della piazzetta adiacente
Qualche mese fa, sulle pagine di un giornale locale, veniva pubblicato l’articolo “Un nuovo volto per largo Torino” che presentava un progetto, a realizzarsi, proposto dall’Amministrazione comunale di Terlizzi e si evidenziavano delle perplessità sull’interruzione dell’asse stradale di via Torino, attualmente rettilineo.
«Siamo venuti a conoscenza della costituzione a Terlizzi del R.U.LAB, un laboratorio partecipato di rigenerazione urbana che prevede la partecipazione dei cittadini alla definizione degli indirizzi progettuali, in modo da cogliere le esigenze di quanti vivono quotidianamente le aree oggetto dell’intervento.
Ci siamo considerati, quindi, fortunati perché abbiamo pensato che finalmente qualcuno avrebbe ascoltato le nostre opinioni sul progetto, tenuto conto che, chi meglio di chi vive il quartiere ne conosce i problemi?» ci spiegano alcuni esponenti del comitato “Via Torino”.
«Un progetto così importante non può non tener conto del parere di tanti cittadini che abitano nella zona. Consapevoli che finalmente qualcuno avrebbe ascoltato le nostre indicazioni, ci siamo presentati presso la sede R.U.LAB,, allestita nei locali della Pinacoteca “De Napoli”, dove un team di 3 esperti ha ascoltato le nostre rimostranze, prendendo nota di tutte le motivazioni che abbiamo portato a comprova del grave errore che si commetterebbe interrompendo Via Torino e stravolgendo la piazzetta di Largo Torino».
Sebbene consapevoli della necessità di una riqualificazione della zona ed esprimendo l’auspicio di una risistemazione, gli abitanti di via Torino, tuttavia avversano l’intenzione di interrompere la strada e di eliminare la piazzetta adiacente.
«Agli esperti del R.U.LAB. abbiamo evidenziato i “valori”, significativi ed irrinunciabili, dell’attuale area di Via Torino e piazzetta adiacente, e i rischi, in particolare di ordine ambientale, sociale, economico e del territorio. Troncare via Torino sarebbe un errore che pagherebbero non solo i cittadini che abitano nelle vicinanze dell’area ma tutta la collettività terlizzese. Vuol dire non aver considerato il notevole flusso di auto che ci saranno in virtù del nuovo accesso della Scuola Pappagallo, della implementazione delle attività commerciali, dei nuovi edifici residenziali e del terziario, e della palestra/palazzetto.
Vogliamo precisare che non siamo affatto contrari alla rigenerazione dell’area interessata, anzi siamo completamente favorevoli ad un’adeguata riqualificazione di tutta l’area, che, come riportato dal sito del Comune, “è il quadrilatero contornato dalla scuola elementare don Pietro Pappagallo, Via Torino, Via Alessandria e Viale dei Garofani”. Ma per essere precisi: un quadrilatero è un poligono con 4 lati e con 4 angoli. Perché quindi includere in questo progetto l’area di via Torino e della piazzetta adiacente? Come per magia il quadrilatero con 4 angoli è diventato un esagono con ben 6 angoli» continuano gli esponenti del comitato.
Le domande legittime che il comitato si pone, anche in virtù di un necessario coinvolgimento degli abitanti ad una scelta così radicale, fanno riferimento alla opportunità di un adeguamento della via che ne stravolga la primitiva impostazione.
«A quale scopo interrompere una strada, ed eliminare una piazzetta? Perché la palazzina a realizzarsi deve interrompere l’unica arteria (tra l’altro rettilinea) che consente il deflusso degli autoveicoli da Viale Roma? L’interruzione di Via Torino non potrebbe creare un ulteriore luogo di ritrovo nascosto (vedi Trav. Acton) dove ragazzi e adulti compiono azioni lecite e non senza nessun controllo? La palazzina non potrebbe essere realizzata in un altro sito della zona? Inoltre, si è pensato ai costi di gestione del parco che si andrà a realizzare? Al R.U.LAB si legge che i bambini vorrebbero far diventare il Parco il loro osservatorio delle nuvole sdraiandosi sul prato. Dovrebbero scansare gli escrementi dei cani che frequenteranno il parco? Qualcuno ci spieghi tutto questo, in quanto la Legge regionale n. 21 prevede di “rigenerare il contesto con l’obiettivo di stimolare la crescita sociale e culturale della comunità”, e certamente non per recare disagio ai cittadini».
Domande che, a quanto pare, sono state rivolte agli esperti del Rulab, ma che tuttavia non hanno trovato alcuna risposta.
«Gli esperti del R.U.LAB., sono stati gentili e disponibili ad ascoltarci, di contro, e non certamente per colpa loro, non sono riusciti a rispondere neppure al più piccolo dei quesiti che abbiamo posto. In tutta sincerità, dopo l’incontro con loro i nostri dubbi non sono stati dissolti. Forse il R.U.LAB è una perdita di tempo? Serve solo a far credere ai cittadini di partecipare alla progettazione? E’ un modo per chiuderci la bocca? Se così fosse vogliamo fare sapere all’amministrazione che noi ci siamo e che la nostra voce è forte. Siamo disponibili a qualsiasi confronto e a qualsiasi incontro che possa essere proficuo alla soluzione dei nostri quesiti».
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