Vito Cotugno l’”anticonformista”

Nicolò Marino Ceci

Intervista all’autore della personale che si è chiusa il 15 giugno presso “Adsum”

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Pochi giorni fa si è conclusa la rassegna “Vitalità del Classicismo” nella galleria “Adsum Artecontemporanea”. Autore della rassegna è stato Vito Cotugno – Docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia.

Un’esposizione di dipinti ed incisioni su temi cari al classicismo: lo studio del corpo, dei visi, la raffigurazione mitologica, la sublime bellezza delle divinità.
Per capirne di più abbiamo posto qualche domanda all’artista – insegnante.

Perché tornare al classicismo?
Perché ritengo che siamo tutti figli della Magna Grecia.

Ma quali risposte cerca in questo glorioso e aureo passato?
Sento forte la volontà di recuperare la cultura dalla quale proveniamo e alla quale apparteniamo: ci stiamo un po’ dimenticando queste radici mentre nel frattempo ci siamo bevuti un po’ troppo ‘americanismo’.

Come definirebbe la sua poetica pittorica?
Una provocazione per riscoprire un po’ noi stessi.

Mario Colonna lo definisce un anticonformista.
Oggi c’è tanta parte degli artisti in attività che si danna l’anima per essere avanguardista; io credo invece che per essere avanguardista oggi bisogna essere Raffaello. Le installazioni, le sculture molto spesso sono interessanti ma sono ormai all’ordine del giorno.

Quindi?
Come sempre accade, se pronunci sempre la stessa parola, quella parola perde forza e senso. Occorre un’alternativa. Io non condanno chi fa quelle cose: ma sono convinto che una riflessione intelligente e critica su ciò che è stato per noi il Classicismo sia non solo opportuna, ma fondamentale.

Provi a dare tre consigli ai giovani artisti.
Avere un solo Dio, te stesso – nel senso che devi crede in ciò che fai; non una credenza cocciuta, ma intelligente ed “empirica”. Leggere il buono, seguendo il proprio animo e non perdendo di vista ciò che accade attorno a te. Lavorare nella maniera migliore possibile: Mario Colonna una volta mi ha detto: ‘il quadro più bello lo devo ancora fare’.

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