Sinistra Ecologia e Libertà: «No alle speculazioni politiche sul Parco Comunale»

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Il provvedimento urbanistico varato dal Consiglio Comunale nelle scorse settimane e che tanto sta facendo discutere sembra essere diventato un vero e proprio caso politico.

Mobilitazione per evitare infrastrutture che potrebbero tagliare il Parco da parte delle associazioni e dei partiti politici, in particolare Legambiente che ha fortemente avversato il provvedimento e il Popolo della Libertà che ha avviato una raccolta firme per chiedere la revoca del provvedimento stesso.

Interviene oggi nel dibattito anche la locale sezione di Sinistra Ecologia e Libertà che stigmatizza quella che definiscono una «speculazione politica» da parte del PdL evidenziando una presunta incoerenza relativamente alle loro posizioni sull’ambiente.

L’attacco sferrato non può prescindere anche dall’analisi politica dei dati referendari che costituiscono il punto di partenza dell’invettiva di SeL.

«Fa un po’ sorridere notare come il PDL terlizzese, ormai in crisi profonda dopo la sconfitta subita alle ultime elezioni amministrative ed il risultato referendario, si riscopra improvvisamente ambientalista e faccia un semplice copia-incolla dalle iniziative di altri (la raccolta firme proposta da Legambiente) pur di “fare qualcosa”.
Qualsiasi cittadino si starà chiedendo come mai il PDL si preoccupi dell’ “aumento dei gas di scarico in un’area adibita al verde e al passeggio” quando poi è favorevole al nucleare (altro che gas di scarico, qui si parla di scorie radioattive!) e durante la campagna referendaria ha invitato le/i cittadine/i terlizzesi a disertare le urne e ad andare al mare. Dov’è la coerenza? I temi dell’acqua e del nucleare non sono forse anch’essi temi legati all’ambiente?

 Appare evidente come, alla luce di una risposta popolare straordinaria al referendum (in particolare dei terlizzesi, che col 57,4 % di votanti si sono collocati tra le prime posizioni in Puglia e nel Sud Italia per partecipazione alle urne), il Pdl abbia capito che forse conveniva impegnarsi sui temi ambientali, e quindi abbia deciso di copiare spudoratamente l’iniziativa di raccolta firme di Legambiente sulla questione Parco comunale, mettendo in atto un mero tentativo di speculazione politica.
Fa davvero ridere la riscoperta della partecipazione come momento di vera crescita democratica di una comunità, da parte di un partito che fa del dirigismo politico e dell’unidirezionalità decisionale la sua vera natura».

Se da un lato il partito di centrosinistra, e quindi di maggioranza, si dissocia dalla forma dell’iniziativa pidiellina, definita come una “iniziativa – copia”, dall’altro il merito pare sotto certi aspetti condiviso.

«In relazione alla questione Parco Comunale di cui si sta discutendo, chiediamo all’amministrazione di valutare qualsiasi ipotesi alternativa tecnicamente possibile, compresa quella avanzata da Legambiente, che miri ad evitare la realizzazione di un secondo rondò a pochi metri da quello esistente all’intersezione tra viale del Lilium e viale Roma, prevista dal progetto approvato, che sopprimerebbe di fatto parte del nostro parco comunale e produrrebbe l’inevitabile congestionamento del traffico veicolare nella zona a ridosso del parco stesso. Del resto nella conferenza tenutasi nel Chiostro delle Clarisse, lo stesso sindaco e il dirigente dell’ufficio tecnico hanno mostrato interesse ad una seria valutazione del progetto proposto come alternativa a quello già esistente.

Riteniamo infine che ogni progetto di riqualificazione urbana che si intenda realizzare per migliorare la vivibilità del nostro paese, debba rifarsi necessariamente al principio della salvaguardia dell’ambiente e del rispetto degli spazi di verde pubblico, che, già scarsi, dovrebbero essere ampliati piuttosto che ridotti».

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