Consiglio Comunale, salta il bilancio. Maggioranza battuta su un punto propedeutico all’approvazione
La vita amministrativa della città di Terlizzi sta attraversando in queste ore la fase più delicata.
Durante il consiglio comunale di mercoledì 29 giugno, infatti, la massima assise cittadina non è riuscita ad approvare il bilancio di previsione per l’anno 2011. Si tratta di un passaggio delicatissimo nella vita amministrativa di una città, che determina una vera e propria verifica politica sull’andamento della gestione.
Una verifica politica che l’attuale governo non ha superato, nonostante i reiterati tentativi giunti dai banchi della maggioranza di posticipare la trattazione del punto ad altra data rispetto che al 29 giugno, nonostante per il giorno successivo fosse fissato il termine inderogabile per l’approvazione del bilancio di previsione.
Il Consiglio Comunale, infatti, non ha approvato un importante punto all’ordine del giorno, il piano di dismissione degli immobili, che costituiva una voce di bilancio in entrata pari a circa due milioni e mezzo di euro. Un punto propedeutico, dunque, all’approvazione dell’intero bilancio che, stando così le cose, dovrà essere rimodulato.
La votazione del piano di dismissione degli immobili ha sortito un risultato clamoroso, portando ad un sostanziale pareggio che significa la non approvazione del punto.
Dieci consiglieri favorevoli al provvedimento, dieci contrari. L’approvazione del bilancio, in buona sostanza, era compromessa. La seduta è stata sospesa per consentire una riunione dei gruppi consiliari.
Una sospensione piuttosto lunga che, però, ha portato ad una proposta: dopo che il Presidente aveva ufficialmente dichiarato il ritiro del punto, dai banchi della maggioranza il consigliere Giuga, capogruppo Pd, chiedeva l’aggiornamento della seduta per domenica 3 luglio alle ore 8.00.
Come si è detto, il termine ultimo di scadenza per l’approvazione del bilancio di previsione è fissato perentoriamente al 30 giugno. Inoltre l’aggiornamento della seduta alle 8.00 di una domenica di luglio è stata interpretata da alcuni consiglieri di opposizione come una vera e propria provocazione.
Dai banchi dell’opposizione è montata la protesta. Gemmato: «Non si può. C’è superficialità, si convochi la Prefettura».
Ma la proposta della maggioranza sembrava essere confortata dal parere del segretario generale che affermava: «il non rispetto del termine di scadenza non implica lo scioglimento del consiglio comunale».
Di carattere politico la protesta di Vitagliano: «Questa richiesta dimostra il decesso politico di questa amministrazione. E’ inaccettabile la proposta che ci viene fatta. Il Presidente suggerisce di ritirare il punto non per un fatto tecnico. Un punto propedeutico al bilancio è stato bocciato politicamente. Il voto del bilancio è stato politicamente anticipato. Si continui con i punti all’ordine del giorno e si approvi un bilancio non più attendibile».
Amareggiata la replica del Sindaco: «L’amministrazione oggi non riesce ad approvare il bilancio, ma ci si svesta dai panni dei censori. Il punto sulle dismissioni è fondamentale sulla manovra di bilancio. Esiste un vincolo normativo, ma per una serie di motivazioni è capitato anche ad altri comuni di superare questo limite. La data proposta è congrua per verificare la capacità dell’amministrazione di portare avanti il progetto politico».
In difficoltà il presidente Sigrisi quando Gemmato gli chiede: «Il punto sarà riproposto tale? Allora si voti adesso». Svelato poco più avanti il senso della domanda: «Questa proposta cela dei sotterfugi dell’amministrazione che vuole presentare tutti gli emendamenti, per i quali non serve il parere dei revisori dei conti, nella giornata di giovedì (limite massimo di consegna degli emendamenti è di 3 giorni, ndr) e mettere dei cerotti dove servono. Questo fa male al paese».
Diversi interventi si susseguono relativamente al tema, finchè non si passa alla votazione della proposta di Giuga, determinante ai fini della tenuta dell’amministrazione nella sede corrente di Consiglio.
La proposta viene approvata grazie all’astensione di Michelangelo De Chirico, Ceci e Grassi.
Domenica mattina, alle ore 8, si decideranno le sorti della città di Terlizzi.
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