Yes, week art si apre con un omaggio alla POP ART
Collettiva ad opera degli artisti Antonio Spagnoletta, Francesco “Cisky” Gabriele e Noemi Visaggi
Il volume due della Yes, week art, ad opera dell’associazione culturale Kunst e patrocinata dal Comune di Terlizzi nell’ambito dell’estate terlizzese 2011, si inaugura il 2 settembre con la mostra collettiva ad opera di Antonio Spagnoletta, Francesco “Cisky” Gabriele e Noemi Visaggi.
Un’omaggio all’arte e a tre artisti pugliesi e POP.
Una collettiva di artisti disincantati e “aperti” che ci racconta e ci mostra la scena del mondo attuale pervaso e deturpato da spreco, consumismo e globalizzazione. Una nuovissima generazione sospesa tra cultura hip-hop e pop, abituata spesso ad applicare la propria creatività nelle pubblicità, sulle copertine dei dischi, sui manifesti, nelle strade, e nell’abbigliamento.
Fu proprio quest’incontro tra arte e cultura dei mass-media che, facendo un volo pindarico, negli anni ’60 matura negli Stati Uniti una nuova forma d’arte popolare, la POP ART che in netta contrapposizione con intellettualismo, rivolge la propria attenzione agli oggetti, ai miti e ai linguaggi della società dei consumi.
L’appellativo di popular, deve essere inteso non come arte del popolo o per il popolo ma, come arte di massa, cioè prodotta in serie. E poiché la massa non ha volto, l’arte che la esprime deve essere il più possibile anonima: solo così potrà essere compresa e accettata.
L’oggetto della vita di ogni giorno diventa protagonista del quadro. Essa appare decisamente il frutto della società e della cultura americana, una cultura largamente dominata dall’immagine, ma un’immagine proveniente dal cinema, dalla televisione, dalla pubblicità: la POP ART ricicla tutto ciò in una pittura che rifà in maniera fredda e impersonale le immagini proposte dai mass-media (bottiglietta della coca-cola, Marilyn Monroe, i famosi barattoli di zuppa Campbell immortalati da
Andy Warhol, figura predominante del movimento della POP ART americano ).
La sfrontata mercificazione dell’uomo moderno, l’ossessivo martellamento pubblicitario, il consumismo eletto a sistema di vita, il fumetto quale unico, residuo veicolo di comunicazione scritta, sono i fenomeni dai quali gli artisti pop attingono le loro motivazioni. La POP ART documenta dei cambiamenti di valori, ironizzando sulla civiltà dei consumi.
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