Il Sindaco protesta: «Una manovra contro i cittadini»

La Redazione

Il sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria “meno servizi e scaricato su lavoratori dipendenti e fasce più deboli il risanamento del bilancio dello Stato”

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Continua a far discutere la manovra finanziaria approvata dal Governo. Dopo la protesta dei sindaci per i tagli agli enti pubblici locali arriva il commento del Sindaco di Terlzzi che fa una analisi politico – amministrativa del provvedimento.

«Quella varata dal Governo e approvata dalla Camera dei Deputati il 14 settembre è una manovra finanziaria che infierisce nuovamente sugli Enti Locali e si somma ai considerevoli tagli ai trasferimenti già attuati nel 2010, costringendo i Comuni a ridurre servizi ai cittadini, l’assistenza alle fasce deboli e a innalzare i tributi locali.
Il taglio complessivo ai Comuni italiani ammonta a 7 miliardi di euro in tre anni, ed è accompagnato da altre misure che colpiscono quasi esclusivamente i lavoratori dipendenti e le fasce deboli della società, scaricando su di loro l’onere di risanare il bilancio dello Stato.

Ma non basta. Il ceto medio e le fasce più deboli della società pagheranno due volte, perché la Manovra è tutta a carico dei redditi con prelievi alla fonte. Dei 60 miliardi di tagli, 20 saranno di minori detrazioni alle famiglie, 4.2 arriveranno dall’aumento dell’IVA e 5.7 si recupereranno dalle pensioni.
I sindaci e gli amministratori dei Comuni italiani hanno protestato con vigore perché venisse corretta la manovra economica, in quanto i recenti tagli ai bilanci comunali, il blocco delle assunzioni, il patto di stabilità e gli altri innumerevoli vincoli alla finanza locale, avevano già duramente compromesso la qualità dei servizi erogati ai cittadini, ma a nulla è valso scendere in piazza e segnalare i gravi disservizi.

Anche il Comune di Terlizzi ha partecipato alla mobilitazione promossa dall’ANCI (Associazione dei Comuni Italiani) per protestare contro le scelte del Governo.
L’ANCI ha calcolato che il mancato trasferimento di fondi comporterà una diminuzione di 2,3 miliardi per le opere pubbliche (- 14,5%), di un miliardo per l’amministrazione corrente con conseguente diminuzione del personale (-9,7%), di un altro miliardo per territorio e ambiente (-18,5%), un miliardo per i servizi sociali (-17,6%), 634 milioni per i trasporti (-18,6%), mezzo miliardo per i servizi scolastici (-15%), 178 milioni per la cultura (-14,8%).

Gran parte di questi tagli non ci sarebbero stati se si fosse agito sugli evasori, sui grandi capitali e sugli sprechi di certa politica, ma non si è voluto colpire il privilegio, preferendo come al solito prelevare dai più deboli.
Per queste scelte del Governo ci aspettano anni di gravi difficoltà nei quali i sindaci e gli amministratori dei Comuni italiani avranno il difficile compito di contrastare il peso della manovra cercando di tutelare al massimo i cittadini meno abbienti, quelli con disabilità, gli anziani non autosufficienti e tutti quelli che patiscono per la loro condizione di debolezza e precarietà».

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