Ancora poche ore e Terlizzi sarà “la Città di Dio”
Ancora poche ore e la Pinacoteca “Michele De Napoli” sarà il palcoscenico di un’importante rassegna di arte sacra dal titolo “la Città di Dio – la dimensione dell’uomo accolta da Dio”.
Alle ore 19 di domani si terrà l’inaugurazione di questa collettiva di 32 artisti pugliesi che per tutto il mese di ottobre esporranno nell’antico museo ottocentesco, nell’ambito di un progetto artistico che vede l’inedita collaborazione di Museo Diocesano di Molfetta e Comune di Terlizzi – enti patrocinanti -, con la Concattedrale di Terlizzi, Don Franco Vitagliano e il Comitato Maria SS. del Rosario – promotori – e la galleria “Adsum Artecontemporanea” – direzione progettuale e coordinamento dell’evento.
Maria Bonaduce è l’Art Director di questa III Triennale di Arte Sacra e Luigi Dello Russo – Critico d’Arte della galleria Adsum – ha spiegato con queste parole il tema della rassegna: “nella vulgata quotidiana e mediatica con l’espressione ‘arte sacra’ si fa riferimento ad una ‘sezione’ o ‘parte’ dell’arte, la cui espressività di forme sottende contenuti religiosi, se non specificatamente cattolici o più latamente cristiani. Nulla di più errato. Tutte le religioni e tutte le aspirazioni o ricerche di spiritualità hanno un’arte sacra: il sacro infatti non ha confini, ma vastità sia nel tempo storico, che nello spazio geografico.
Iniziando da questa denotazione strutturale di tutte le forme religiose il berbero Agostino, futuro vescovo di Ippona , cercò la sua verità: si convertì infatti al cattolicesimo nel 387 dopo 33 anni di ricerca della verità durante i quali assimilò manicheismo e neoplatonismo plotiniano, cultura classica greco-romana e contemporanea. Il suo iter interiore è felicemente narrato nelle ‘Confessioni’, ma il suo testo più ‘solido’ rimane il ‘De civitate Dei’.
Scritto tra il 413 e il 426, diviene un testo fondamentale della Chiesa di Roma nel rifiuto della vecchia concezione della ciclicità della storia e inaugurandone la nuova visione teologica, come cammino dell’umanità – con l’aiuto della ‘Grazia ‘ divina – verso forme di più alto livello di spiritualità. Infatti dalla ‘caduta ‘ dei progenitori Adamo ed Eva il mondo fu diviso in due città : quella degli uomini o terrena e quella di Dio o celeste, cui è possibile giungere rispondendo al potente appello degli oppressi e degli infelici di ogni tempo. Il tema inizialmente proposto agli artisti era proprio l’agostiniano ‘De civitate dei’, ma quest’ultimi “si pigliano la licenza che si pigliano i poeti et i matti..” per cui si sono mossi liberamente seguendo il loro spirito creativo e proprio perciò attingendo ad altre e diverse fonti di ispirazione tra cui il testo poetico “Silenzi e Parole”, ultimamente pubblicato, del concittadino don Michele Cipriani.
Ed è proprio questa la ‘sacralità’ dell’arte: la libertà soggettiva dello sguardo individuale.”
E ha concluso: ”l’espressività deve essere ‘altra’, eretica ed eversiva, oltre che nomade e meticcia, per cui si costituisce così il valore fondante dell’arte: la compresenza delle autenticità differenti tale da formare e garantire individualità autonome di cittadinanza politica e di interiorità intellettual-psichica.”
Per maggiori info www.retearte.it o www.exibart.com .
Ingresso libero.
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