“Cinque campioni di libertà per le strade di Terlizzi”

Nicolò Marino Ceci

Il libro di Grassi e Brucoli raccontato dalla piccola Flavia Fiore.

0 commenta

Nel corso della presentazione – nella Pinacoteca “De Napoli” – del libro “Da Terlizzi a Ventotene, isola di confino. Gaetano Vallarelli, Giovanni Gesmundo, Antonio Leovino, Michele Dello Russo, Michele De Palo antifascisti per la libertà”, a cura dell’On. Gero Grassi e di Renato Brucoli, Flavia Fiore – 10 anni – ha letto di fronte al ricco uditorio un suo scritto.

La piccola ha voluto leggere in anteprima – prim’ancora della sua pubblicazione – il testo e ha quindi elaborato un’entusiastica lettera idealmente indirizzata ai 5 antifascisti terlizzesi ormai scomparsi.

Qui di seguito eccola in forma integrale:

“Cari Gaetano, Giovanni, Antonio, Michele e Michele,
siete dei miti, siete cinque importanti eroi della mia città, incarcerati nella peggiore prigione d’Italia, Ventotene, per essere stati diversi dai fascisti; purtroppo, loro, i fascisti, non sapevano a quel tempo che la diversità è bella…. ciò che voi volevate far capire. Avete avuto una vita difficile e anche avventure pericolose, forse più di Indiana Jones.

Per colpa dei fascisti, sopra le vostre teste il cielo era buio e minaccioso e la speranza di una nuova Italia sempre più lontana. Nonostante questo, avete mantenuto forte il vostro pensiero fino alla morte per rendere il futuro migliore e penso proprio che ci siete riusciti.

Quando mio padre mi ha parlato della vostra storia di comunisti costretti a vivere a Ventotene e mi ha chiesto se mi andava di leggerla insieme, io ho subito accettato, ma il significato di Ventotene, io proprio non l’avevo capito! Pensavo che fosse un tipo di vento proveniente da continenti lontani, come l’Africa, l’Asia, l’Australia ecc…, ma sfogliando il libro ho capito il significato. Non pensavo ad un’isola esposta ai venti e battuta dalle onde. Un’isola senza sorgenti d’acqua e con rocce spigolose, pareti a strapiombo sul mare, dove è stata tolta qualsiasi dignità all’essere umano.

Che coraggio avete avuto! Solo nel leggere la vostra storia, mi è venuta una grande fifa; avete lottato per il vostro pensiero e quello degli altri compagni comunisti senza aver timore della polizia (anch’essa a favore della repressione fascista) e il vostro grido di rabbia ha formato il mio grido.

Penso che oggi abbiate diritto a un po’ di relax; afflitti da molti problemi e amarezze ora è il tempo che viviate nella memoria di ogni terlizzese e di qualsiasi italiano, e non essere, dopo dieci, trenta, cinquanta e settantan’anni abbandonati e dimenticati. Chi vi rimborserà per tutti i giorni trascorsi al confino, lontano dalle vostre case e dai vostri affetti?

So bene che voi siete solo alcuni dei deportati della mia città e che ce ne sono stati tanti altri, però incominciare da voi cinque è prezioso, perché, “via via” facendo, potremo ricordare il valore degli altri.

Per questo, mi piacerebbe saperne di più, non solo di come vi siete comportati durante il fascismo, ma conoscere com’era il vostro carattere o la vostra vita quotidiana; magari ritornare con la macchina del tempo agli anni dei vostri incontri segreti tra Terlizzi, Sovereto, Mariotto, Ruvo, Corato, Andria… e avere la forza d’animo di far parte anch’io del vostro gruppo che di nascosto si ribellava alla violenza fascista.

In attesa che costruiscano le macchine del tempo, da qui non posso fare altro che ringraziare:

Grazie Gaetano Vallarelli che con canestri di cipolle, fave e piselli, raccoglievi e coltivavi i campi con tanto amore così come hai fatto con il tuo pensiero politico. E un ippi ippi urrà!!! Per il coraggio, per le tue bevute di olio di ricino e per avere lasciato il dolore alle spalle, andando avanti per la tua strada.

Grazie Giovanni Gesmundo dalla testa dura come il metallo che lavoravi. Ti sei finto pazzo dichiarando-e-non-dichiarando che la tua pazzia era il fascismo, quella forza esterna che premeva sulla tua testa e schiacciava costantemente il tuo pensiero.

Grazie Antonio Lovino, spalle in alto, gambe dritte e “combattiamo i fascismi”. Sempre!!! Mi raccomando, anche se tu sapevi farlo con furbizia e discrezione…

Grazie Michele Dello Russo, il tuo orologio si è fermato. Girava, girava e andava sempre avanti rispetto agli altri. Con la tua morte sì è fermato. Però oggi, vorrei che il tuo orologio riprendesse a camminare con i tuoi insegnamenti valorosi sulla libertà e la giustizia; giustizia che non hai avuto durante la tua breve e intensa vita, ricevendo in cambio nulla. Sei stato un sindaco, anzi il primo sindaco di Terlizzi, che ha dato tutto se stesso, prima con gli otto anni di confino e di prigione e, dopo, impoverendoti per i tuoi compagni.

Grazie Michele de Palo, povero, povero, povero di soldi, ma ricco d’affetto per la propria famiglia. Un soldato in prima linea ma rimasto – a dispetto del tuo valore – sempre ultimo nella vita. Spero che adesso, dopo la tua umile morte, si avveri la frase del vangelo: ”gli ultimi saranno i primi”.

Oggi, anche i figli dei vostri figli sono qui davanti a voi, orgogliosi di aver avuto dei nonni impazienti di tanta voglia di libertà e convinti – così come era inciso sulla medaglina di Giovanni – che “l’idea che è in me non la ucciderete mai”.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!