Gli operai Scianatico incontrano il Sindaco. Terlizzi Libera: “No ai 500 appartamenti”

redazione

La nota dei vertici del movimento civico terlizzese

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«”Terlizzi Libera a difesa dei diritti del cittadino” ha condiviso il grido di dolore e di rabbia espresso dagli operai di Scianatico nell’articolo pubblicato dalla stampa nei giorni scorsi. Ne riportiamo alcuni stralci significativi: Scianatico chiude, addio a 79 posti di lavoro. Il grido d’allarme arriva da alcuni operai. Siamo stati abbandonati, in questa vicenda tutti zitti: istituzioni, sindacati, politici locali, regionali e nazionali. L’Azienda sta ricollocando alcuni dipendenti negli stabilimenti di Genzano e Matera: tra loro non c’è nessun terlizzese. Il partito degli operai guida la città da due legislature, nella prima giunta di Tria venne chiusa l’azienda tessile Sila, in fumo 120 posti di lavoro, adesso Scianatico e tutti tacciono. Che fine ha fatto il progetto dei cinquecento appartamenti che Scianatico ha presentato al Municipio? Se all’imprenditore sarà concesso di realizzare il nuovo quartiere, sarà guerra». E’ quanto si legge in una nota diffusa dal movimento civico terlizzese che ha riportato alcuni brani dell’articolo pubblicato nei giorni scorsi dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

I vertici del Movimento civico, nella nota, affermano di aver «letto con stupore e incredulità l’articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 9 novembre dal titolo: Scianatico, alla Cgil piace l’ipotesi appartamenti. Il sindacalista Ignazio Savino afferma “Dal canto suo l’azienda ritiene antieconomico lo stabilimento, non intende ristrutturarlo e si è stancato anche un pò di utilizzare gli ammortizzatori sociali senza avere una prospettiva“. La Cgil (scrive l’articolista) guarda con positività all’eventuale realizzazione (dei cinquecento alloggi) perchè sostiene (la Cgil) “almeno una parte dei lavoratori sarebbe impiegata nell’edificazione del quartiere stesso”».

«Che cosa sta accadendo dunque? – si chiedono a Terlizzi Libera-. Vogliamo tentare di dare ai cittadini una chiave di lettura di questa vicenda. La legge regionale n. 21/2008 prevede l’attuazione di Programmi Integrati di Rigenerazione Urbana in variante agli strumenti urbanistici, che beneficiano di incentivi per programmi intercomunali che favoriscano la realizzazione di edilizia residenziale sociale nell’ambito dei programmi integrati di rigenerazione urbana. In buona sostanza e detto semplicemente, si intenderebbe mutare la destinazione d’uso di immobili dismessi per realizzare interventi di edilizia residenziale sociale. Premesso che la detta legge regionale prevede, in ogni caso, “la partecipazione civica e il coinvolgimento di altri enti e delle forze sociali, economiche e culturali alla elaborazione e attuazione di tali programmi”, l’associazione Terlizzi Libera a difesa dei diritti del cittadino, esprime la piu’ convinta contrarietà ad un eventuale insediamento nella così detta area Scianatico di cinquecento alloggi di edilizia sociale».

«Una parte di quell’area – si legge ancora nella nota – era tipizzata nel Programma di Fabbricazione, una zona di rispetto cimiteriale, infatti occupa uno dei due lati del viale che porta al cimitero. Quell’area, ora, è tipizzata nel Piano Regolatore Generale di Terlizzi, zona “D” ovvero industriale, artigianale, commerciale con un valore ai fini ICI nettamente inferiore al valore ICI delle aree per l’insediamento di complessi residenziali “C”. Vorremmo suggerire ai nostri amministratori di realizzare in quell’area cinquecento case-lavoro per artigiani e commercianti, molti dei quali emigrano verso altre città in quanto la nostra zona artigianale è in gran parte ed in modo anomalo, zona residenziale. Si potrebbero, così, delocalizzare i tanti frantoi siti nel centro abitato che creano disagio alla viabilità cittadina ed agli stessi utenti e operatori dei frantoi».

«Ricordiamo al sig. Sindaco – aggiunge il documento – che nella stesura dei principi guida del piano regolatore di Terlizzi, nel lontano 1985, fu chiaramente deciso di non creare zone di edilizia residenziale pubblica ovvero sociale ovvero accessibile alle fasce più deboli della società, in maniera ghettizzante, emarginata da altro tipo di edilizia residenziale “di pregio”. Infatti il 40% di superficie sulla quale edificare l’Edilizia Residenziale Pubblica viene armonizzata ed integrata nel 60% di edilizia libera, in un contesto di arredo urbano che viene vissuto in maniera univoca da tutti gli strati sociali di popolazione cittadina. Come si possa pensare ad un quartiere residenziale da far nascere in una zona industriale e quindi con caratteristiche di locazione ed infrastrutturale del tutto particolari ed a ridosso del camposanto, dove far vivere cinquecento famiglie socialmente deboli e che provangono anche da altri comuni, è cosa, per noi, inconcepibile. Non hanno insegnato nulla i quartieri San Paolo ed Enziteto del Comuna di Bari ed il nostro piccolo insediamento popolare sulla via per Molfetta al Sindaco Emiliano ed al Sindaco di Tria?»

«Informiamo – conclude la nota – che lunedi 21 novembre alle 11 nei pressi del sito adibito a deposito laterizi della Ditta Scianatico si terrà un incontro tra gli operai che della Ditta Scianatico ed il Sindaco di Terlizzi».

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