Cos’è la libertà? Pietro De Scisciolo risponde con le sue opere d’arte
Ospite del vernissage l’attore barese Pietro Matarrese
Cos’è la libertà? Chi può definirsi davvero libero? Chi mangia e chi viene mangiato? Uomini come pecore, pecore come uomini, anime come paglia, sguardi pietrificati e, tra le sculture, una sola figura imbiancata che si muove con flemma. Apre gli occhi e urla: “sono vivo!”.
E’ in corso nella Galleria “Adsum Artecontemporanea” la nuova rassegna dal titolo “Mangianti & mangiati”, rassegna personale di sculture dell’artista terlizzese Pietro De Scisciolo.
De Scisciolo – uno dei 31 artisti della galleria terlizzese – ha scelto di caratterizzare il vernissage con l’originale performance di Pietro Matarrese – 27enne attore barese, laureato in Chimica.
Dopo l’autorevole relazione di Luigi Dello Russo – critico della galleria -, il giovane Matarrese rimaneva seduto e immobile al centro della sala sotto un sottile lenzuolo bianco. Mentre s’udiva una base musicale – realizzata dallo stesso Matarrese – Pietro De Scisciolo scopriva il lenzuolo ed ecco comparire l’attore con la testa poggiata sulla mano destra. La musica procedeva e l’attore s’alzava lentamente in piedi per ammonire il pubblico presente con frasi come:”voi siete numeri! Ma siate liberi; io sono vivo, sono libero!”.
Gli abbiamo posto qualche domanda.
Si presenti ai lettori di Terlizzilive.it.
«Recito da sempre. Studio presso il Centro Internazionale di Biomeccanica Teatrale di Perugia e lavoro in diverse compagnie teatrali di Bari e provincia. Il mio ultimo lavoro è “Il tritacarne “, di Stefano Massini».
Cosa pensa di questa rassegna?
«Mi sono piaciuto tanto le forchette che scavano nei volti scolpiti dall’artista: persone che mangiano e che vengono a loro volta mangiate».
Cos’è la libertà?
«Il confine tra l’essere mangiante o mangiato ha fatto in modo che mi chiedessi a quale delle 2 categorie io appartenessi.. ed è da qui che la mia performance ha avuto inizio. Ho attraversato la vita “del mangiato” nella sua fissità e schiavitù imposta da una società che chiede la continua affermazione di se stessi quasi imponendo di diventare “un mangiante”; e allora quando le 2 strade convergono è li che è nata la provocazione di prendere le distanze e di “non essere” – cioè provare ad essere liberi e ad allontanarsi da quel gregge che ci opprime e da quel numero che ci incasella per diventare uno spirito libero ed essere semplicemente un Uomo».
La rassegna sarà aperta fino al 3 dicembre prossimo ed è visitabile dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 18.00 20.30 chiusura giovedì pomeriggio e festivi. Ingresso gratuito.
Per info www.retearte.it.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro