“Tutti gli errori commessi dal Sindaco, un uomo solo al comando”

redazione

La replica dei tre Consiglieri comunali del Pd, Pasquale Adamo, Paolo Ceci e Michele Grassi

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Lo scontro tutto interno al Partito democratico di Terlizzi che sta infiammando la vita politica cittadina non accenna a placarsi. Anzi, giorno per giorno, comunicato dopo comunicato, manifesto dopo manifesto, la situazione diventa sempre più incandescente.

Dopo le accuse rivolte dal Sindaco Vincenzo di Tria, ai consiglieri di “Quarta faee”, Pasquale Adamo, Paolo Ceci e Michele Grassi, rei di non aver votato l’assestamento di Bilancio e dopo la ricostruzione da parte del segretario politico del Pd, Mario De Leo, dei retroscena che hanno portato a quel voto, oggi a fornire la loro versione dei fatti sono proprio i tre consiglieri “dissidenti”.

«Caro Sindaco, come accade ormai da tempo per il suo stile – si legge in un manifesto fatto affiggere in città in queste ore e che porta la firma di Pasquale Adamo, Paolo Ceci e Michele Grassi -, i cambiamenti e le novità si apprendono solo da manifesti e comunicati stampa, urlati e rancorosi, preceduti da sms. Il danaro del
Comune di Terlizzi per la stampa e l’affissione dei manifesti può essere più proficuamente utilizzato per riparare buche delle strade. Ci preme sottolineare il livore delle sue dichiarazioni, che parlano di “bene della città”, di “valori politici” e di “persone per bene”. A noi è sempre piaciuto parlare di politica e di problematiche cittadine, evitando inutili personalismi».

«Nell’ultimo Consiglio Comunale – spiegano nel manifesto – noi Consiglieri del Partito Democratico (e non di “Quarta Fase”, che non esiste più da anni!) e non solo noi, ma anche altri della maggioranza non abbiamo approvato il provvedimento finanziario dell’assestamento di bilancio. Perché? Non ci risulta che ci sia stata alcuna discussione preliminare e antecedente alla proposizione di questo atto nella massima assise comunale! Non ci risulta che ci sia stata alcuna riunione di approfondimento con gli organi dei partiti, per discutere, capire, comprendere e decidere! Non c’è stato alcun tavolo dialettico per scegliere come muovere somme di danaro in bilancio, a chi destinarle e a chi toglierle! Se dovessimo darle una risposta, abbiamo fatto questa scelta per evitare ulteriori sperperi di denaro pubblico. Se lei avesse pensato in questi anni alle opere di manutenzione del territorio (fogna, acqua, marciapiedi, strade, P.A.I., etc.) la città avrebbe sofferto di meno».

«E lei – aggiungono -, anziché consultare noi Consiglieri che l’hanno pensata diversamente, ha preferito mostrare i muscoli, come sempre. Le ricordiamo che noi Consiglieri Comunali non siamo belle statuine, che può muovere a suo piacimento. Dovrebbe ricordarsi che i nostri tanti elettori l’hanno portata il 2008 a ricoprire nuovamente la carica di Sindaco e che noi quotidianamente siamo antenne periferiche di questo paese, per i bisogni, le aspettative, le necessità, le speranze. Le vorremmo chiedere: è democrazia anche quella di poter avviare percorsi nuovi e migliori per il futuro, senza voler in alcun modo dominare pienamente le scelte politico –
amministrative? Sì, è democrazia la condivisione delle scelte, alla quale è giusto e corretto che concorriamo anche noi. E lei, invece, per il gusto del potere tralascia uomini, risorse professionali, partiti, perchè ha necessità di dominare – sempre e in solitudine- le scelte e le dinamiche della politica, dei partiti e del Municipio».

«E lei come ha reagito – attaccano – alla bocciatura di uno dei tanti provvedimenti che vengono in Consiglio Comunale? Con il ritiro delle deleghe all’Ing. Tricarico, stimato professionista a Terlizzi e nei comuni viciniori, che aveva iniziato con il Dirigente UTC ad interessarsi delle opere di manutenzione del territorio (per evitare che la città “galleggiasse sull’acqua e sulla melma”). E’ vero Sindaco che le deleghe (essendo sua proprietà privata!) le erano state già restituite il 4 novembre scorso? Adesso Sindaco, ha assunto a sé anche la delega all’Urbanistica, scivolando in un palese conflitto d’interesse, essendo lei ingegnere e libero professionista. E’ vero: ci sarà sempre un ”azzeccagarbugli delle porte girevoli” che potrà assumerle, maturando ulteriori incompatibilità. Sindaco, ha parlato di una coalizione “forte e impermeabile ai condizionamenti”. Ma si è accorto di aver perso per strada in questi anni – oltre a tenere distanti i Consiglieri Grassi e Ceci per motivi personali (li spieghi alla città una volta per tutte!) – anche i Consiglieri De Palma (SeL), Dantes e adesso molte critiche le vengono dai Consiglieri De Chirico (IdV), Malerba (Verdi) e dal partito di SeL, che le hanno chiesto espressamente e pubblicamente di attivare- con urgenza- la verifica politico programmatica. Può essere che tutti ce l’abbiano con lei? O può essere che andrebbe rivisto il suo modo di considerare il governo della città, come un allegro ensemble di maggiordomi?».

«L’On. Vendola – scrivono i tre consiglieri del Pd – dice: “Il berlusconismo ha intriso, permeato la società molto più di Berlusconi”. Sindaco, lei ricorderà bene che la pacificazione tra noi doveva servire a risolvere i problemi di questa città? Dichiarammo tutti in Consiglio Comunale che avremmo fatto dieci passi indietro per far fare un passo in avanti alla città! Ma la pacificazione era soltanto tra pochi? Crediamo di no. Perché lei il giorno dopo ha avviato un’ulteriore guerra, eliminando l’Assessore De Sario, come se fosse il peggiore politico terlizzese? Lei, evidentemente, non si rende conto che è Sindaco da 9 anni e – purtroppo – la città soffre, nonostante i
tanti finanziamenti che il concittadino On. Nichy Vendola ha fatto giungere a Terlizzi e che Lei “gestisce” in perfetta solitudine. Alla sua domanda, le diremmo: ”Non ci sono bastate le deleghe all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici”, che ci ha affidato! A noi non servono le poltrone. Non ci interessano. Lei non ha compreso il senso delle criticità degli ultimi anni! Non ci siamo mai battuti per le poltrone, ma sempre e solo per i problemi reali e irrisolti di Terlizzi, da condividere in maniera democratica con la città, i Partiti, i Gruppi Consiliari, la Giunta e l’intero Consiglio Comunale. Sindaco, dove discute i problemi di Terlizzi? Nel Palazzo di Città non c’è mai, nella sede del Partito Democratico è ormai scomparso, in giro non la si vede mai, nelle piazze centrali neanche».

«Lei sbaglia – proseguono -, ha necessità di riflettere e non di inveire sempre contro chi mostra un’anima politica, tecnica, sensibile, disponibile, cattolico – democratica. Ci vengono alcune domande da porle signor Sindaco. Una su tutte: lei, che decide tutto in solitudine, non ha ancora avviato la nuova gara per l’appalto dei rifiuti? Come mai continua a prorogare il servizio scadente e costoso oltremisura, che non produce affatto la raccolta differenziata, della quale si parlerà – financo -nell’Europarlamento? Sindaco, sa che le città vicine – Molfetta e Corato – hanno due splendide strutture che si occupano dei rifiuti? Sindaco, sa che il Comune di Ruvo ha assunto la decisione di affidare, a scadenza di gara (tra pochi giorni), senza alcuna proroga, la raccolta dei rifiuti al Comune di Corato? E lei: continua a dar proroghe! Perché? Le consigliamo di non governare in solitudine problematiche di siffatta natura. Vuole che le ricordiamo i pastrocchi degli ultimi mesi: la questione “ticket mensa”, dove l’ha partorita? In quale sede di partito? In quale incontro democratico? Dobbiamo continuare: la riorganizzazione delle scuole dove l’ha maturata? Ha dimenticato per caso la vicenda delle “cartelle pazze”? Lei immagina che con le feste e le festicciole, che la città ha imparato ad organizzare – anche autonomamente – si possano nascondere i gravi problemi dello sviluppo economico e dell’occupazione?».

«Sindaco – si legge ancora nel manifesto -, può immaginare che la problematica dell’ex Laterificio Scianatico, a partire dalla crisi aziendale a finire a quella del grande progetto – di cui lei sembra molto innamorato – può governarla in perfetta solitudine? Lei approfitta sempre più delle debolezze politiche di questa città. E non ci sembra giusto. E il nostro Partito Democratico di Terlizzi non è che lo specchio – purtroppo – di questo suo modo di pensare: un partito ormai vuoto che non si riunisce, non discute, non decide, con un segretario che si dimette (perché non condivide il suo modo di fare) e si autoreintegra – dopo neanche un mese – su Terlizzilive.it, in una monocraticità e solitudine dilagante e deprimente. Sindaco, il suo modo di fare politica – ci dispiace dirglielo – fa rimpiangere il caro Berlusconi che ha avuto in ultimo la dignità di lasciare e il coraggio di pensare al Paese. Sindaco, ma lei crede che si possa governare una città con il metodo della “passatella” (“dai e togli, togli e dai”), acquisendo consensi di Scilipoti che non troverà più, a cui lei ammicca scandalosamente in Consiglio Comunale e con pubblici manifesti?».

«Sindaco – concludono – avrebbe dovuto fermarsi, riflettere e poi discutere: questa è la verifica che le è stata chiesta. Sindaco avrebbe dovuto avviare una discussione approfondita non sulle poltrone ma sulle problematiche che lei – in perfetta solitudine – non riuscirà mai a risolvere e che porteranno grande danno ai cittadini di Terlizzi».

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