Guerra interna al Pd, “Caro Segretario, il vero ricattatore è Lei”

redazione

Escalation della polemica politica. L’attacco dei “componenti del Direttivo del Pd”

0 commenta

Ormai è guerra senza quartiere all’interno del Partito democratico di Terlizzi. Le vicende dell’ultimo Consiglio comunale, quello del 30 novembre, hanno fatto deflagrare una serie di conflitti personali e politici che a questo punto sembrano davvero insanabili.

Nelle ultime ore la guerra è divampata a colpi di comunicati stampa e manifesti al vetriolo che stanno lasciando attoniti i cittadini che non riescono a spiegarsi il perchè di tanta virulenza.

Nel breve volgere di qualche ora si è registrato un comunicato stampa di un gruppo di “componenti del direttivo del Pd” che attaccano frontalmente il segretario politico cittadino Mario De Leo. Subito dopo è arrivata la replica dei fedelissimi del segretario che hanno risposto per le rime. Insomma, il caos assoluto.

Di seguito la nota del gruppo dei contestatori della segreteria. In altro articolo, invece, la risposta della controparte.

«Il fantomatico (e telematico) segretario De Leo – scrivono i “componenti del direttivo del Pd” – dovrebbe ricordarsi che la politica (quella vera) si fa tra le mura di partito, vivendone i suoi organi per Statuto, deputati al dibattito e al confronto. Invece, Mario De Leo, probabilmente per stanchezza e per comodità, preferisce ancora una volta fare il segretario di un partito virtuale, sui giornali telematici e sui manifesti. Nello statuto del Partito Democratico non ci sono (ancora, quantomeno) tra gli organi destinati alla gestione delle dinamiche interne, i giornali. Quindi la sua battaglia, caro non più giovane segretario, è sbagliata per metodo e in partenza».

«In secundis – aggiungono-: virtuale segretario, Lei che si è dimesso e poi auto-reintegratosi, senza aver riunito il Coordinamento del partito (quindi tutta la dialettica relativa alle sue dimissioni si è consumata nella cucina, o forse nel salotto di casa sua o in qualche bar della vicina Ruvo), lei che è un fantasma della politica cittadina, dato che lo si vede in giro solo con il papillon nero da “maggiordomo” del Sindaco (che negli ultimi tempi ha un taglio di capelli sempre più somigliante a quello del neo Primo Ministro russo), Lei che delle “fasce più deboli” della popolazione, ne fa solo argomento da campagna elettorale – impegnato com’è a curare la sua campagna d’immagine sui giornali -, lei che non si è mai interessato dell’unità del partito, lei che non è mai stato capace anche solo di cercarla, acuendo i conflitti ed esacerbando le questioni al suo interno, anziché avere la dignità di fare silenzio, rilancia».

«Ma cosa rilancia? Un modo di far politica – rincarano la dose – copiata maldestramente quello di Berlusconi. Il vero ricattatore è soltanto lei, che si nasconde dietro la sigla del Pd e sicuramente tutta la cittadinanza l’avrà compreso direttamente o indirettamente dai suoi sms che vanno e vengono, dai suoi comunicati stampa e dai suoi manifesti senza firma. Lei che dice di esser notaio, sta vendendosi in maniera scriteriata il patrimonio del Centro Sinistra, la città e i cittadini per piccoli utili. Si è dimesso informando il mondo interno e poi come in un gioco (non di squadra, ovviamente) è ricomparso per epurare, decidere, squalificare, cacciare, quasi come un piccolo dittatore dello stato libero di Bananas».

«Signor segretario telematico – si legge ancora nella nota -, il giorno 6 dicembre, quando è giunto il Segretario Provinciale Vito Antonacci e ha ricevuto tanti Dirigenti del partito – tra cui anche noi – per una pacata riunione chiarificatrice dei fatti (esattamente tutto ciò che non è stato capace di fare lei), Lei ci è sembrato il bidello di quel partito, senza ormai autorità ed autorevolezza – tant’è che lei non ha partecipato a questa discussione, essendo fuori dalla sede ad attendere che la discussione terminasse per chiudere i battenti delle porte. Se lei fosse un vero segretario avrebbe riunito gli “Stati Generali”, gli organi tutti del partito, il Coordinamento, il Gruppo Consiliare e l’Assemblea. Lei invece incontra, si scontra, tratta, contratta, delega solo nei bar. Ma lei chi è? Un dead man walking (un morto che cammina)».

«Lei dovrebbe infatti ben sapere – scrivono ancora -, avendo svolto la funzione di segretario di partito da ormai diversi anni, che l’organo politico di riferimento di un partito grande e di un grande partito, quale potrebbe essere il Partito Democratico, è il Coordinamento, eletto nel Congresso con tante figure rappresentative e istituzionali. Segretario ghostbuster (acchiappafantasmi) – che si è dimesso il 29 ottobre 2011 con comunicazione alla Segreteria Cittadina e in data 4 novembre 2011 al Coordinamento Cittadino e alla Segreteria Provinciale – sa che il dissenso sul modo di operare del Sindaco – russo (oltre che rosso e viceversa), è stato espresso dai tre Consiglieri Comunali a cui lei sta facendo una guerra senza quartiere, dapprima nel Gruppo Consigliare del 4 novembre 2011 e poi in Consiglio Comunale del 7 novembre 2011; sa lei che trascorso questo lungo periodo il dissenso dal modo di fare e operare distante dalla risoluzione dei problemi della città è stato espresso nuovamente nel Gruppo Consiliare del 28 novembre e successivamente nel Consiglio Comunale del 29 novembre? E Lei in questo periodo di discussioni dov’era, a passeggio con i nipotini (ed era più salutare) o in vacanza (dove va spesso, con buona pace dell’attivismo politico di un Partito che non riparte mai ed è sempre in ferie), essendo Lei uno di quei poveri di cui le piace parlare per coprire piuttosto altre campagne pubblicitarie?».

«Noi, egregio segretario fantasma – concludono -, non la riconosciamo affatto. E se ne deve andare cortesemente quanto prima, senza produrre ulteriori rovine e macerie. Sappia, segretario virtuale, che questa missiva, che noi del Coordinamento Cittadino del Pd (che lei non convoca mai), la inviamo alla Segreteria Provinciale e alla Commissione di Garanzia al fine di chiedere che venga urgentemente esautorato dalle sue funzioni – seppure virtuali e telematiche – con un Commissario Straordinario, che riprenda le ragioni della politica e che apra le discussioni, quelle necessarie per risolvere i problemi veri della città. Di tanto sarà nostra cura informare la città, anche con pubblici manifesti, così la cittadinanza potrà cogliere meglio nel merito le esternazioni farneticanti della sua segreteria sempre virtuale che sta portando al macero l’intera città».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!