We Come in Peace, ultimo atto con Two Left Shoes e Moaning Wells
Si chiude la rassegna aliena di concerti presso l’associazione culturale Kunst
Ultimo atto della rassegna We Come in Peace, rassegna musicale organizzata dal Kunst di Terlizzi.
Sono stati due mesi di musica, di immagini, di incontri: occhi, mani, sorrisi, parole. Musica. La “rassegna aliena” di concerti organizzata presso l’associazione culturale terlizzese ha portato a riallestire gli spazi interni, invasi da piccoli alieni e navicelle spaziali pixelate, e questo è stato solo un particolare che ha reso la rassegna “aliena”, fuori dalle percezioni dei nostri tempi moderni: ognuno si è reso conto di essere meno solo, di potersi raccontare a qualcun altro. E’ quanto si legge nella nota conclusiva diffusa dagli organizzatori.
La musica è stata protagonista dell’area concerti ma è stata anche al centro di un nuovo modo di interessarsi a un live, riscoprendo che, in un certo senso, non era passato l’entusiasmo di incontrarsi con gli amici per parlare e ascoltare tutti insieme un vinile appena comprato o una cassetta appena registrata, con una piccola consolle atari e un videogame messo in pausa.
La chiusura della serata e della rassegna è affidata a due band di punta del panorama indipendente della provincia di Bari: i Two Left Shoes e i Moaning Wells, da Bisceglie.
I primi porteranno le sensazioni e i colori delle strade della Manchester tra gli anni ’80 e gli anni ’90 per poi tornare indietro, con i Moaning Wells, nella psichedelia degli anni ’70, attraverso chitarre fluttuanti e melodie sognanti.
Il gruppo di Bisceglie reinterpreta in chiave personale il rock psichedelico che fomentava gli animi dei giovani rockers a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Un percorso di ricerca che parte da Woodstock e arriva al CBGB’s. Un’esperienza unica. Unica come l’esperimento di proiezione video interattivo che avrà a tema Koyanisqaatsi, una
rielaborazione work in progress del documentario di Godfrey Reggio che raccontava il passaggio dalla natura alla metropoli, senza dialoghi ma con un susseguirsi di immagini e suoni suggestivi.
Preservato dal congresso degli Stati Uniti, Koyanisqaatsi (che in lingua nativa hopi significa “vita tumultuosa”) è un viaggio e una fusione sempre attuale, il susseguirsi frenetico della vita metropolitana e la sua coscienza legata alla natura, dove la parola umana non serve quanto, al contrario, la presenza essenziale del tema musicale a scandire il tempo del mondo. Una rassegna che parte dalla musica per ritornare alla musica stessa. Dopo che l’epoca degli mp3 ha portato la fruizione della musica in una chiave più solitaria e quasi estemporanea, il Kunst ha provato a declinare, nelle varie forme possibili, le origini di un’atmosfera comunitaria che per la prima volta ci è apparsa immortalata in fotografie dai colori tipicamente anni ’80, o su una polaroid o su una nastro 8mm. Partendo dagli anni dei videogiochi arcade per arrivare a quelli di guitar hero, si è attraversata la storia del rock raccogliendone alcune delle sue testimonianze video migliori, convinti che il rock, oggi come allora, sarà sempre un messaggio di resistenza e di pace.
L’appuntamento è di consueto alle ore 21. Associazione Culturale Kunst largo plebiscito, 1 – Terlizzi. Ingresso gratuito.
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