Mangiatordi risponde a Malerba: “Basta con le solite strumentalizzazioni”
L’ex assessore all’Agricoltura racconta la sua verità sul Mercato dei Fiori
Si susseguono gli interventi, le riflessioni e dibattiti sulla vicenda che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Terlizzi ed all’azzeramento della giunta guidata da Vincenzo Di Tria.
Oggi registriamo la risposta dell’ex Assessore Maria Mangiatordi chiamata in causa da una nota del segretario cittadino della Fiaca, l’organizzazione sindacale del settore agricolo, Francesco Malerba.
«Sono stata tentata sino all’ultimo – scrive Maria Mangiatordi – di non rispondere allo stanco e solito ritornello di Francesco Malerba, già rappresentante della Flai Cgil, successivamente non confermato nell’organico della Flai CGIL e, quindi, confluito nella Fiaca. Se non fosse stato per le sollecitazioni ricevute anche da operatori di smentire alcuni dei fatti da lui narrati non corrispondenti al vero, mi sarei sottratta anche questa volta, perchè ritengo fermamente che più delle parole sono le azioni e i fatti a incidere sulla realtà e a modificarla. Premetto che altrettanto fermamente credo che solo chi opera può sbagliare».
«Chi si limita a parlare – sottolinea l’ex assessore -, commentare, giudicare, teorizzare avrà poche possibilità di sbagliare e altrettanto poche possibilità di incidere sulla realtà. Il trasferimento delle attività di commercializzazione del fiore e della pianta presso il nuovo mercato avvenuto il 12 ottobre 2010, a seguito del sequestro della vecchia struttura, ha comportato diversi risvolti. Alcuni non facili da capire fino in fondo: penso alla normativa sulla sicurezza in vigore da anni e che, tuttavia, all’interno della vecchia struttura era quasi impossibile applicare. Non solo per i limiti strutturali dell’edificio, ma soprattutto per i limiti che scaturivano da cattive prassi che, negli anni , si sono sedimentate sino a diventare la regola, ben tollerate anche dalla politica, che tante volte ha voluto strumentalizzare in maniera demagogica quella situazione facendo grandi promesse mai mantenute».
«La storia – racconta Maria Mangiatordi – dice che il trasferimento è avvenuto dopo 26 anni dall’avvio dei lavori di realizzazione dell’opera e, come spesso storicamente avviene, passi importanti si compiono a seguito di eventi anche negativi, come può essere il sequestro di un mercato. Al sig. Malerba sfugge che l’importante non è essere eroi, ma essere uomini in grado di leggere gli eventi e dare risposte propositive, anche di fronte ad eventi nefasti come il sequestro di un marcato decisivo per l’economia del Paese. E’ quello che ha fatto il Sindaco di Tria e la sua intera Amministrazione che hanno lavorato duramente per consentire il trasferimento in tempi celeri. Il sig. Malerba dovrebbe sapere, dato che si presenta come esperto del settore e che impartisce lezioni di economia, di democrazia e di partecipazione agli altri, che in tutti i mercati d’Italia si paga il ticket di accesso al parcheggio interno all’area, nonché le assicurazioni di cui parla sono quelle previste dallo Stato Italiano e non dal Sindaco di Tria e dal suo Assessore al ramo».
«Ancora, il sig. Malerba dovrebbe sapere – prosegue – che all’interno del Nuovo Mercato è aumentata la competizione, giacchè nuovi produttori e commercianti, avendo trovato appetibile e più sicura la Nuova struttura hanno scelto di tornare nel Mercato di Terlizzi che avevano ormai abbandonato da anni: da qui l’aumento di offerta di prodotti. In economia se aumenta l’offerta di prodotti, in regime di concorrenza, e non aumenta la domanda, è inevitabile il calo di vendita dei singoli. A ciò si aggiunga la crisi economica in atto che non risparmia l’Italia né il fiore e la pianta purtroppo. L’aspetto che il Sindaco e io abbiamo ritenuto da subito fondamentale è stato il rimettere in moto i processi partecipativi che negli anni sono venuti meno. I nostri floricoltori producono un prodotto d’eccellenza che può davvero competere a livello internazionale, senza avere niente da invidiare nè da temere, neanche la globalizzazione che è uno dei fattori principali della crisi economica in atto, che fra gli altri effetti, purtroppo, ha generato anche un calo delle vendite in tutti i settori dell’economia».
«Quello che manca – si legge ancora nella nota – ai nostri produttori e al nostro straordinario Meridione, di cui con orgoglio e amore faccio parte, è la capacità di cooperare, di creare reti, di mettere da parte il protagonismo personale e la diffidenza nei confronti degli altri. Il trasferimento presso il Nuovo Mercato ha permesso quello che io amo definire un piccolo “miracolo” umano: si è rimesso in moto il processo partecipativo. Ricordo con piacere le assemblee del dicembre 2010 nelle quali la massiccia e animata partecipazione dei protagonisti del mercato era l’indice sintomatico della voglia di dire la propria, di partecipare, nel senso etimologico del termine e quindi nel senso di “prendere parte”. La Consulta del Fiore, sicuramente perfezionabile nello statuto e nei meccanismi, è una delle cose di cui più vado fiera: colgo l’occasione per ringraziare tutti i componenti per la loro capacità di prendere parte, mettendo a disposizione il proprio tempo, le proprie idee, l’esperienza quotidiana sul campo».
«Tante volte – prosegue nel lunghissimo intervento – qualcuno faziosamente ha cercato di scoraggiare i membri di Consulta, accusandoli di non essere democratici, di non rendere gli altri partecipi ma di usare la Consulta per scopi personali. Smentisco rigorosamente queste affermazioni e invito tutti a prendere visione dei verbali delle sedute della Consulta: gli uomini che ne hanno preso parte non hanno mai parlato di interessi personali, ma hanno sempre discusso delle problematiche di gestione della struttura, preoccupandosi di tutti gli operatori. Ai membri della Consulta del Fiore va il mio appello: non vi fate tentare dalla voglia di mandare tutto all’aria, a causa del “ringraziamento” che certe persone hanno la bontà di darvi. Andate avanti e continuate a lavorare con la grinta, la passione,la competenza e l’impegno che sempre vi hanno caratterizzato. Ricordo il Consiglio Comunale dello scorso 29 Novembre nel quale –è in atti- è stato ribadito alle Organizzazioni Fiaca- Copagri- Cia che avevano chiesto di intervenire sulla tematica “mercato dei fiori” la piena disponibilità ad interagire. E’ bene ricordare -per dovere di cronaca- che nella successiva Consulta del 2.12.2011, alla quale anche il Sig. Malerba Francesco era stato ufficialmente invitato in Consiglio Comunale per apportare il suo contributo, lo stesso sig. Francesco Malerba era rigorosamente assente, consulta in cui, invece, era presente -fra gli altri- la Coldiretti che ha sempre sostenuto la Consulta, dialogato all’interno della stessa e partecipato attivamente».
«Comprendo bene – prosegue – la forte tentazione di strumentalizzare il presente con tutti i problemi e la complessità del momento storico che l’Italia -e non solo- sta vivendo. Comprendo umanamente ancora di più la voglia di alcune persone di strumentalizzare la caduta dell’amministrazione scrivendo comunicati nei quali si tenta di cavalcare stanchi cavalli di battaglia, troppe volte riesumati in odore di votazioni. Ma ancora una volta invito alla coerenza e alla sobrietà, oggi più che mai, per le ragioni che qui di seguito brevemente voglio ricordare. Al popolo italiano vengono chiesti sacrifici enormi che molto probabilmente saranno pagati ancora una volta dai più deboli, e cioè dal ceto medio-basso. E’ in atto una crisi economica mondiale che porta alla contrazione dei consumi, soprattutto di quelli che in economia vengono definiti “beni voluttuari”, e quindi purtroppo anche di piante e fiori. Vi è però il dato positivo che in uno scenario così poco rassicurante l’agricoltura sta dimostrando di essere uno dei settori che meglio resiste alla crisi. Ben venga tutto».
«Ben venga – sostiene Maria Mangiatordi – la voglia di dare contributi, anche mettendo in luce i difetti del sistema Mercato dei Fiori che vanno migliorati: penso alle tariffe dei box che vanno urgentemente riviste nel prossimo bilancio se la situazione economica generale dovesse rimanere quella degli ultimi mesi del 2011, situazione che si è acuita a livello mondiale, europeo, nazionale, locale; ma penso anche alla necessità di elaborare un nuovo modello gestionale più competitivo, in cui il pubblico abbia un ruolo residuale e su cui si stava cominciando a lavorare in Consulta anche con le Organizzazioni presenti. Ben venga la capacità di costruire reti e di valorizzare le potenzialità straordinarie dei nostri produttori e dei nostri prodotti, anche tenendo conto del Distretto Florovivaistico di Puglia che ha sede proprio nel nostro Mercato dei Fiori. Ben venga l’investimento sulla logistica, sulla quale da Settembre si è cominciato a ragionare in Regione con l’Assessore Guglielmo Minervini per dare slancio al potenziale insito nel settore florovivaistico, grazie anche alla straordinaria sinergia con il mondo della ricerca e dell’Università per l’innovazione del settore: si sono avviate importanti relazioni con le Facoltà di Agraria e di Ingegneria Gestionale dell’Università degli Studi di Bari e del Politecnico di Bari. Ben venga soprattutto la capacità di fare squadra nel mondo delle Organizzazioni e dell’associazionismo: in particolare mi sia consentito esprimere il mio grazie sentito a Terlizzinfiore che ha voluto sfidare lo scetticismo di molti ed è riuscita a dare un contributo fondamentale per la valorizzazione non solo del fiore e della pianta, ma anche del territorio puntando tutto sul binomio turismo-economia».
«Per una volta – aggiunge l’ex assessore – cerchiamo di andare all’essenziale, lasciando fuori dalla porta le sterili polemiche basate su dati in molti casi falsi e frutto della fantasia di alcuni, gli attacchi alla competenza altrui senza mai interrogarsi sulle proprie competenze, il facile mestiere di fare demagogia, invece di costruire reti che sappiano dare risposte ai bisogni della collettività. Tanti errori si faranno, ma almeno si proverà a costruire e non a distruggere come spesso accade… giocando con le speranze della gente e cavalcando il malcontento che, ad una lettura onesta, non può non essere ricondotto a molti fattori in gran parte generali, e non invece ad una o più persone fisiche. Tutto il resto è uno stanco e vuoto ritornello al quale non sento neanche di dover replicare, perché se lo facessi ancora una volta vincerebbe la logica della vecchia politica che perde tempo in parole e non si sporca mai le mani per tentare di dare un contributo, anche sbagliando. Il Sindaco di Tria e la sua Amministrazione lasciano una bella eredità nel settore florovivaistico, un piccolo gioiello da valorizzare sempre di più, considerato che ha attirato le curiosità di importanti centri (si pensi a titolo meramente esemplificativo all’ Assessorato allo Sviluppo economico di Roma, nonché alla Direttrice del Mercato di Sanremo) che hanno voluto visitare personalmente visitare il Nuovo Mercato e che si sono complimentati».
«La sfida per gli operatori e per la nuova classe dirigente – prosegue – è l’elaborazione di un nuovo modello gestionale che sia veramente competitivo, e in questo sono certa che non mancherà il prezioso ausilio dalla Consulta del Fiore e di quei dipendenti comunali che tanto si sono spesi per il mercato e che qui ringrazio pubblicamente. Mi sia consentito un grazie pubblico al Sindaco di Tria, che ha dimostrato di saper intendere la politica in maniera nuova e partecipata, in barba ai tanti soloni che fanno di tutto per dipingerlo -soprattutto in questi giorni- come un sindaco solo, arroccato nella sua personale posizione di potere. Il Sindaco di Tria ha sempre lavorato in sinergia, valorizzando i suoi collaboratori e non sottraendosi al dialogo. Bene ha fatto a sottrarsi ai ricatti. Dialogo e ricatto non sono sinonimi. Alla vecchia logica dei saggi, che dall’alto dei loro pulpiti danno lezioni agli altri, preferisco la logica del dialogo e soprattutto dei fatti e della coerenza fra ciò che si predica e ciò che si fa nella vita di tutti i giorni. E di Tria ha saputo essere coerente, pagando personalmente il prezzo della sua coerenza».
«Vorrei chiudere con i miei migliori auguri di un 2012 sobrio ed essenziale – conclude -, con meno parole e sterili polemiche e più voglia di lavorare, prendendo esempio dai tanti uomini e dalle tante donne di cui le testate giornalistiche cartacee e online ignorano anche i nomi e che, di fatto, mandano avanti il mondo».
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