Sgominata la banda del bancomat, a Terlizzi spararono ad un vigilante
In pochi minuti riuscivano a disattivare il sistema di videosorveglianza, ad aprire le cassette con i soldi e a fuggire con il bottino.
Gli agenti della Squadra Mobile, dei Commissariati di Bitonto e Andria e del Servizio Centrale Operativo hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone accusate di far parte di una banda dedita al furto con scasso di sportelli bancomat.
Undici i colpi effettuati nel 2010 e accertati dagli inquirenti. In uno di questi, a Terlizzi, i banditi hanno aperto il fuoco contro una guardia giurata. In carcere sono finiti i presunti capi dell’associazione per delinquere, il 47enne Antonio Amendolagine, alias “Quadrifoglio”, Giuseppe Climaco, 34 anni, entrambi bitontini, e Bruno Montani, 31 anni, residente nella zona Cecilia di Modugno e imparentato coi vertici dello storico clan Montani del quartiere San Paolo. Dalle iniziali dei loro cognomi prende nome l’operazione di stamattina (“Cam”). Gli altri cinque arrestati sono Michele Saracino, 47 anni, Domenico Elia, 40 anni, entrambi bitontini, Francesco Lapomarda, 23 anni, l’unico incensurato, Tommaso Bia, 34 anni, anche lui della zona Cecilia di Modugno che confina col San Paolo, e Riccardo Zingaro, 36 anni, di Andria
Assaltavano i bancomat con fucili e picconi. In pochi minuti riuscivano a disattivare il sistema di videosorveglianza, ad aprire le cassette con i soldi e a fuggire con il bottino. Il modus operandi era sempre lo stesso: qualcuno faceva un sopralluogo il giorno prima, altri facevano da vedette con i fucilli all’esterno degli sportelli, altri ancora entravano e mettevano a segno materialmente il colpoNon solo in Puglia, ma in tutta Italia. I componenti del gruppo, con base operativa a Bitonto, sono arrivati anche in Umbria e in Toscana per rapinare gli sportelli bancomat. I furti in provincia, invece, si sono verificati a Terlizzi, Acquaviva delle Fonti, Santeramo in Colle, Noicattaro, Conversano e Giovinazzo.
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