Un romanzo per ricordare Don Ferdinando Fiore

Nicolò Marino Ceci

Vendola, Volpe, Stellacci gli ospiti della presentazione del nuovo libro dell’On. Grassi

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Don Ferdinando Fiore (1838 – 1891) è stato un grande terlizzese che ha dato lustro alla nostra comunità. E come tanti grandi, sbocciati nella nostra cittadina – Michele De Napoli, Domenico De Vanna per citarne qualcuno – è stato celebrato solo dopo la morte. E oggi si fa ancora fatica – un po’ per pigrizia, un po’ per disinteresse – ad onorarne la memoria. Il nuovo libro dell’On Gero Grassi “il calzolaio e il maestro, dai cafoni di Puglia ai reali di Piemonte ai tempi dell’Unità d’Italia” – edito dalla Cooperativa RTS – ha cercato di fare un po’ di luce, tra storia e fantasia, accadimenti reali e finzioni romanzesche.
Sabato 21 gennaio in Via Aminale il romanzo del Deputato Pd è stato presentato alla presenza di Nichi Vendola – Presidente della Regione Puglia, Giuliano Volpe – Magnifico Rettore dell’Università di Foggia, Lucrezia Stellacci – Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale e Mario Volpe – Commissario di Terlizzi.

Ha esordito Vendola: «Dobbiamo riflettere sul collante di questa comunità, sulla sua missione e sul suo destino. Se la politica non è educatrice, non serve ad un fico secco. E la politica deve educare alla complessità e alla convivialità. È sempre sbagliato – come nel caso di Don Ferdinando Fiore – mandare un uomo solo in esilio dalla sua città: il dovere di una civitas è accogliere tutti e imparare a condividere le proprie differenze».
Il Commissario Volpe ha dichiarato: «Questo è un libro denso di intrecci e personaggi che fa emergere l’amore dell’autore per la sua città. Una città che sceglie di vivere con passione la propria storia è sempre interessante e mi piace. E’ come sentirsi a casa».
Il rettore Volpe ha proseguito: «In questo romanzo emerge con forza la centralità della scuola: il divario tra Nord e Sud è stato dovuto proprio al diverso livello di formazione delle popolazioni. Studiare significa combattere povertà e ignoranza: dare opportunità a tutti è la vera democrazia. Il nostro dovere è quello di difendere la scuola pubblica italiana».

Secondo Stellacci: «La storia con i grandi personaggi non coinvolge più i giovani, quindi è bene diffondere queste storie minori, di piccoli protagonisti di ogni tempo. È anche un modo per integrarsi in un territorio: è necessario che i giovani scoprano le proprie radici e acquisiscano senso di appartenenza. E la scuola è importante perché non solo istruisce ma educa al contempo».

Ha concluso i lavori l’On. Grassi: «Un pensiero va a Clara Andriani che stasera non è qui. Mario [Volpe], grazie per esser qui, Terlizzi ha bisogno di un Commissario dal volto umano: noi la vediamo come un servitore dello Stato al servizio dei cittadini. Il nostro paese è capace di grandi intelligenze e di grandi depressioni. A Terlizzi la scuola pubblica l’ha inventata Don Ferdinando Fiore, ma oggi non c’è ancora una via della città a lui intitolata. E quella scuola è stata rivoluzionaria perché ci andava anche il figlio del calzolaio. Con questo libro ho voluto rispolverare le gesta di questo grande personaggio per raccontare alle generazioni future una bella pagina di storia terlizzese».

Nel corso della serata sono stati esposti il quadro dal titolo “Il banditore, Peppino ‘u cont” (al secolo Giuseppe Tedeschi) del M° Antonio Volpe e il sommo ritratto su tela di Don Ferdinando Fiore.

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