Il Mistero della sofferenza…ricordando Maria Ruggieri
«Diventa prioritario il riconoscimento della biopolitica, cioè di come deve essere concepito il potere politico in relazione all’essenza umana, al corpo, alla maternità e paternità»
L’associazione Onlus ‘Maria Ruggieri’, a distanza di quattro anni dalla prematura scomparsa di Maria, una giovane insegnante, una ragazza dolcissima, piena di passioni e di interessi, persegue la missione di promuovere la ricerca scientifica oncologica, finalizzata alla cura dei tumori rari.
A tal proposito l’associazione ha già conferito delle borse di studio, promuovendo, tra l’altro, l’istituzione dell’ambulatorio ‘neoplasie rare’, intitolato a Maria Ruggieri, presso l’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari.
Lavorando da anni su questa strada, l’Associazione oggi, alle ore 17, presso la ‘Fraternità Francescana di Betania’ a Terlizzi, terrà un convegno sul delicatissimo tema: ‘Il mistero della sofferenza: l’etica e le frontiere della ricerca scientifica e della biopolitica.’
Interverranno: Mons. Luigi Martella Vescovo della diocesi, dott. Angelo Paradiso direttore scientifico Istituto dei Tumori di Bari, dott. Michele Guida Responsabile Ambulatorio Neoplasie Rare ‘Maria Ruggieri’, prof. Tommaso Fiore professore ordinario di Anestesia e Rianimazione Policlinico di Bari, prof.ssa Margherita Anna Bufi dirigente scolastico Scuola Primaria ‘Pappagallo’ di Terlizzi, prof.ssa Nunzia Tarantini dirigente scolastico Liceo Statale ‘Fiore’ di Terlizzi, on. Benedetto Fucci medico ginecologo, componente della Commissione di Inchiesta sugli errori sanitari, on. Gero Grassi Vicepresidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati, dott. Vito Ruggieri presidente Associazione ‘Maria Ruggieri, padre Roberto Fusco della Fraternità Francescana di Betania, dott. Mario Volpe, Commissario Prefettizio del Comune di Terlizzi.
Modererà la serata Franca Maria Lorusso, avvocato ecclesiastico.
«L’organizzazione sanitaria del nostro Paese deve essere capace di adeguarsi alle nuove domande mantenendo e potenziando la capacità di curare, nel senso più ampio del termine, misurandosi prima di tutto su chi è più fragile ed esposto -ha dichiarato il dott. Vito Ruggieri padre di Maria e presidente della associazione-. Per questo motivo diventa prioritario il riconoscimento della biopolitica, cioè di come deve essere concepito il potere politico in relazione all’essenza umana, al corpo, alla maternità e paternità, alla vita. Le istituzioni nobiliteranno la loro funzione ove valorizzassero l’etica della ricerca scientifica e della biopolitica piuttosto che il profitto. L’esplorazione di nuove frontiere di studio e cura nel campo delle forme neoplastiche ‘orfane’, per carenza di interessi economici, potrà dare pari dignità al mistero della sofferenza degli ammalati smarriti».
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