Ninni Gemmato: «Coalizione ampia ma unita dal programma»

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Terlizzilive intervista il candidato Sindaco del centrodestra
Una pluriennale esperienza come consigliere comunale è il biglietto da visita migliore con cui possa presentarsi la candidatura a Sindaco di Ninni Gemmato. Se a questa si aggiunge il passaggio delle elezioni primarie, quasi inedite per il centrodestra, allora le premesse politiche per la campagna elettorale sorgono naturali: «Subito dopo l’esito delle primarie –racconta Gemmato nell’intervista rilasciata a Terlizzilive- dissi che bisognava assumere l’incarico di allargare la coalizione. Un periodo di forti contrapposizioni doveva finire e chi concorre alla guida amministrativa della città deve invece trovare la più ampia convergenza di tutte le competenze e le sensibilità del territorio. Non inseguiamo una sterile rivalsa nei confronti di chi ha governato sinora, semmai cerchiamo partecipazione e condivisione sul programma».
Gemmato indica proprio nel programma, l’elemento capace di tenere insieme una coalizione che all’appuntamento elettorale si presenta allargata ben oltre i confini canonici del centrodestra e che conta sette partiti e tre liste civiche. «L’intesa tra così tante realtà verte semplicemente sulle cose da fare -assicura il candidato Sindaco-. Ad esempio sull’area di Scianatico siamo tutti d’accordo nell’escludere qualsiasi destinazione di carattere residenziale dei suoli. Un argomento delicato che è stato forse uno dei motivi della caduta della vecchia Amministrazione».
Come prevedibile, tema principale della campagna elettorale sarà il Piano Regolatore. «Non sono più tollerabili i tempi lunghissimi con cui si procede alle lottizzazioni. Da un lato –argomenta Gemmato- bisogna venire incontro al fabbisogno di case che c’è nella città pur consapevoli del momento economico negativo in cui diventa difficile per le famiglie affrontare l’acquisto di un appartamento; dall’altro dobbiamo rendere remunerativi quei terreni sui quali cittadini privati, che non possiamo trattare alla stregua di grandi speculatori, pagano un’Ici elevata per la classificazione ad edificabili ma su cui al momento non c’è nemmeno un cantiere. Allora dobbiamo stimolare l’iniziativa dei privati, specie quelli già consorziati, per arrivare in tempi brevi a nuove lottizzazioni. Per fare questo serve un dialogo costante con gli interessati; l’Amministrazione uscente si limitò a pubblicare un manifesto promettendo che, in mancanza di progetti presentati entro un certo termine, ci sarebbe stata l’iniziativa pubblica. Nulla però è stato fatto. E a proposito del passato, bisogna rivedere gli adempimenti sulle lottizzazioni in merito alla valutazione ambientale strategica (Vas) di cui il commissario recentemente ha constatato la mancanza».
Ma per Gemmato la città può cambiare il suo volto non solo attraverso l’edilizia: «C’è molto da rivedere sul piano della viabilità. Tanto che si renderà necessario redigere un Piano Urbano del Traffico. Dobbiamo garantire il corretto funzionamento delle piste ciclabili e crearne di nuove, ad esempio nel sottopasso. Una corretta viabilità può essere anche sostenuta quando c’è una centralizzazione in area urbana degli uffici comunali». E l’idea di trasferirne alcuni nella struttura del Mercato Floricolo? «Genererebbe confusione e disagio nella cittadinanza. Il mercato dei fiori deve essere rilanciato nella sua specificità e per questo sarebbe auspicabile la creazione di un marchio ed una campagna di comunicazione che lo presenti al mondo. Allo stesso tempo, dobbiamo pensare a forme di gestione ottimali per la struttura alleggerendo il Comune dall’onere di occuparsene direttamente».
Annosa questione anche quella del campo sportivo comunale. «Va realizzata in tempi brevi la copertura della tribuna, che permetterebbe un maggiore flusso di spettatori agli eventi sportivi nelle giornate di pioggia. Ritengo più utile e conveniente per le società che il Comune faccia questo anzichè concedere contributi annuali».
Opere pubbliche e servizi sì, ma tenendo conto delle disponibilità sempre più ridimensionate delle finanze pubbliche. «Dobbiamo sfruttare ogni forma di finanziamento, a partire da quelli comunitari -indica Gemmato-. E’ anche una questione di priorità. Ad esempio, c’è una vera e propria emergenza per quanto riguarda l’edilizia scolastica. Ricordo che votammo all’unanimità in Consiglio comunale quando si trattò di scegliere di destinare una parte dell’avanzo di amministrazione alla ristrutturazione della scuola “Pappagallo”. Ecco perchè ci proponiamo di programmare nel medio-lungo periodo tutti gli interventi necessari sugli edifici scolastici».
Gemmato ricorda che rispetto al passato serve una svolta anche sul servizio di igiene urbana. «Intanto non si può continuare a concedere proroghe così come si sta facendo dal 2009 con la Tradeco. Anche sulla costituzione dell’Aro (Ambito di Raccolta Ottimale tra Corato, Terlizzi, Molfetta, Ruvo che individui un gestore unico del servizio nei quattro comuni ndr), siamo prudenti nel perorare questa soluzione anche alla luce di quanto dichiarato da un dirigente comunale sui costi che questa soluzione comporterebbe. Quello che è certo e che interessa ai cittadini è che il servizio possa migliorare rispetto a quello scadente attualmente reso, e che si raggiunga una percentuale di raccolta differenziata ben superiore al misero 10% attuale».
Ma se dovesse diventare Sindaco, quale sarebbe il primo atto da primo cittadino di Ninni Gemmato? «Per ora non lo dico, perchè ho in mente diverse cose. E tra queste voglio scegliere ciò che più di ogni altra cosa possa rappresentare un segnale forte di cambiamento. Come amministratori ci dobbiamo prendere il compito storico di avvicinare di nuovo i cittadini alla politica. La gente che incontro in questi giorni non ne vuole sapere della politica nazionale, ma al tempo stesso sente la necessità e la responsabilità di fare qualcosa. Partendo dalla propria città».
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