All’apertura del Comitato elettorale del candidato Berardi, «c’è un centro-sinsitra a testa alta»

La Redazione
centrosinistra Michele Berardi

«Da questa parte c’è un programma con ambiti e azioni chiare perché abbiamo esperienza e sappiamo cosa si è fatto e cosa resta da fare».

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Il comitato elettorale del candidato Michele Berardi ha le pareti rivestite con le immagine delle opere portate a termine dall’amministrazione Di Tria e messe in cantiere. Un prospetto della scuola Pappagallo, il Mercato dei Fiori, Largo Torino per dirne alcune.

Un effetto ‘Galleria d’arte moderna’ che non dispiace e crea ‘prospettiva’. Dice il passato e indica il futuro.
Una sala piena non solo di candidati è quella che ha assistito e partecipato alla presentazione della coalizione. Un incontro per dirsi chiaro e tondo le scelte e le differenze, per far incontrare i candidatati tra loro, per fare gruppo.
C’è un’idea non di leaderismo, ha esordito Berardi, ma di squadra con e nella mia figura.

La parola ai segretari dei partiti (volti giovani e storici della politica terlizzese) che lo sostengono l’ha data lui.
Primo a parlare Giacinto Forte segretario provinciale dell’IDV (Italia dei Valori) commissario della sezione di Terlizzi. «Una assenza e una presenza dall’altra parte sarebbe stata illogica. Stiamo facendo chiarezza rispetto a  chi negli anni passati ha inteso il nostro partito come un autobus su cui salire per accomodarsi su poltrone e spazi politici. Non abbiamo condiviso l’azioni scellerata che a Terlizzi esponenti di rilievo del partito nei mesi scorsi hanno messo in atto. Abbiamo fatto scelte chiare nei loro confronti. L’IDV è nel centro-sinistra non per errore o per caso ma con convinzione. Il centro-sinsitra di Terlizzi con la sua chiarezza rispetto alle alleanze e alle presenze di taluni nei partiti ci ha prestato il fianco alla chiarezza dentro il nostro Partito. Le scelte chiare sono quelle che i cittadini richiedono oggi». Il 21 aprile ha poi annunciato la presenza di Antonio Di Pietro a Terlizzi.

Lelluccio Cipriani, lista Agricoltura e Floricolutura, ha esordito dicendo che la sua lista sa di rappresentare la storia di questa città e anche la ricchezza economica di questo paese: la terra e i fiori. Il Passato ma anche la prospettiva di lavoro verso cui, complice la crisi, molti giovani potrebbero tendere. Un presenza possibile grazie a una prospettiva di dialogo più ampia manifestata dal candidato sindaco e dall’intera coalizione verso non solo gli interessi di categoria rappresentati dalla lista, ma verso la prospettiva di sviluppo che i loro interessi specifici possono aprire nella comunità terlizzese.

La voce e il volto giovane di Giovanni Rubini, Federazione della Sinistra, ha sottolineato la presenza di una lista, la loro, con una forte e significativa presenza di giovani che hanno voglia di fare veramente. Idee chiare su come la presenza dei giovani è stata già caratterizzante nella stesura del programma e su come, grazie al metodo di lavoro scelto, questo centro-sinistra ha una prospettiva di lavoro di ampio respiro, aperta al futuro perché aperta ai giovani.

Gabriella De Leo ha preso la parola per la lista Verdi-Terlizzi democratica. Non poteva ovviamente non parte dalla sua esperienza di assessore ribadendo più volte che mancano pochi atti (non compiuti a causa dello scioglimento) perchè azioni significativi nell’ambito del verde pubblico, dei rifiuti, della mobilità cittadina siano possibili. Punti presenti nel programma perché le carte e gli atti esistono. Le valutazioni e le risorse anche. «Ci hanno interrotti sul più bello, proprio quando i terlizzesi avrebbero potuto  cominciare a toccare e vedere. Dobbiamo tornare per terminare quanto abbiamo cominciato. Tocca a noi e non a loro».

Alessio Fiore, segretario di  SEL, ha insistito sul concetto di partecipazione dei cittadini, ricordando anche come l’ex assessore al Bilancio sorrideva di loro e della loro proposta di Bilancio partecipato e come invece Berardi, nel breve tempo in cui ha avuto al delega, sia partito da questa richiesta al loro partito. La chiarezza dei partiti rispetto ai propri uomini serve a questo: a migliorare la politica.  Ha le idee chiare Alessio Fiore: «la cultura deve diventare prospettiva vera di sviluppo e lavoro e crescita del Paese. Lo è già stato negli ultimi anni. Le premesse per farlo ancora e di più ci sono. Solo questa coalizione può garantire una prospettiva in cui cultura-crescita stiano insieme».

Pino Amato, commissario dell’UDC, ha sottolineato la non casuale presenza in questo schieramento. «Le parole e le prospettive chiare sui temi del lavoro e dell’impegno nel sociale stanno da questa parte. In questo centro-sinstra ci sono stati e ci sono amministratori in grado di ascoltare le proposte, le sollecitazioni, di accogliere le opportunità che possono creare crescita nel paese». Ha fatto riferimento al GAL e ai finanziamenti dei Piani sociali di zona. «Opportunità per le quali Terlizzi, grazie alla lungimiranza della Giunta Di Tria, ha lavorato e che ora vanno usate per il bene della collettività. Il centro-sinsistra crede in questi strumenti. L’UDC sta con chi programma e lavora alla crescita e al bene reali di una collettività. Il resto non è politica, ma perdita di tempo».

Mario de Leo, segretario del PD, il partito di provenienza del candidato sindaco, non nasconde la fatica ma anche la soddisfazione di essere in una coalizione vera, con una sua collocazione chiara, il centro-sinistra dove ci sono partiti veri, che si sono dati delle regole, che hanno degli organi di controllo e garanzia che funzionano. Il PD è il partito che più di tutti ha patito e pagato in termini di chiarezza interna. Ma «l’aver scelto forte la strada della chiarezza ha reso possibile che il centro-sinistra si presentasse con una qualità migliore nella proposta di programma, nelle liste e negli uomini e donne che candida».

A Michele Berardi è toccato chiudere. Un discorso a braccio ma chiaro, pungente. «Da questa parte c’è una coalizione politica da quella una aggregazione numerica» ha detto. «Da questa parte c’è un programma con ambiti e azioni chiare perché abbiamo esperienza e sappiamo cosa si è fatto e cosa resta da fare, dall’altra una logorroica elencazione di principi che sono scatole vuote.
Credono di avere un vantaggio perché sono partiti prima. Ma il programma e le liste con le quali alla fine del loro movimentiamo sono venuti fuori, sono un autogol: non gli permettono di collocarsi nella geografia politica e non gli consentono di avere le carte in regola per amministrare.
Passo passo, in giro per la città…questo centro-sinistra renderà tangibile la differenza. Le facce, i partiti, i programmi dicono le persone e i loro reali interessi in questa partita. La gente osserva, ascolta e capisce
».

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