De Leo (Centro Studi “Aldo Moro”): «Perchè preoccupa il partito del non-voto»

La Redazione
urna delle elezioni

«Caos liste, numero eccessivo di candidati sconosciuti, scarsa presenza femminile, voto anticipato rispetto alla naturale scadenza, incomprensione dei motivi dello scioglimento del Consiglio comunale»

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Un fenomeno che potrebbe verificarsi anche alle elezioni amministrative di Terlizzi, è quello della crescita dell’astensionismo. Nella nota che di seguito pubblichiamo, il presidente del centro Studi Politici “Aldo Moro” Vito De Leo, Ne fa un’analisi rapportata alla città con la proposta di alcune soluzioni al problema.

Secondo le statistiche settimanali che vengono illustrate nei vari talk show televisivi un elettore su due ha deciso di non andare a votare. Anche A Terlizzi, che è uno dei 63 Comuni pugliesi nei quali si andrà a votare il 6 e il 7 maggio per eleggere il sindaco ed il Consiglio comunale, stando ai colloqui occasionali che si è soliti fare sotto la Torre dell’Orologio o davanti ad una tazza di caffè, non c’è da stare tanto allegri.

Le cause addotte dai cittadini interpellati sulla propria disponibilità a recarsi alle urne sembrano essere molte: disorientamento, caos liste (20), numero eccessivo di candidati sconosciuti (320), scarsa presenza femminile, voto anticipato rispetto alla naturale scadenza del 2013, incomprensione dei motivi dello scioglimento del Consiglio comunale, ritardo nella presentazione dei programmi elettorali, mancato coinvolgimento nella redazione degli stessi, disaffezione per la politica, dubbi sulla possibilità reale di vedere affermata un nuova classe dirigente, capace di affrontare e risolvere i tanti problemi della città.

Sono tanti, purtroppo, gli elettori che si chiedono: “Devo andare a votare?” o meglio “Perché dovrei votare?” e ci sono anche quelli che una volta entrati nella cabina elettorale “votano scheda bianca”, come hanno dimostrato le precedenti consultazioni.
     Quale può essere –  ci siamo chiesti più volte come Centro Studi Politici “A. Moro” – la strada da percorrere per eliminare questa dissociazione la dissociazione tra la gente e la politica, tra il popolo e le istituzioni e per restituire credibilità e fiducia ai partiti?

Innanzitutto eliminare il conflitto con gli interessi di parte sempre è più profondi, aggressivi e laceranti, superare la concezione di “vita pubblica” che rifiuta il dialogo, il confronto delle idee, che rifiuta, cioè, la democrazia partecipata e popolare, dove la collegialità è alla base delle decisioni degli organi istituzionali di partito e di Ente locale.
     E’ necessario, allora che la cosa pubblica venga sottratta al potere personale e venga portata dentro le istituzioni alla luce del sole, secondo le norme e le regole democratiche previste dallo Statuto comunale e dai regolamenti.
     Perché questo perverso sistema di “persona” che occupa le istituzioni e la società negando i valori e i principi della democrazia, non può non procurare seri guasti alla convivenza civile e allo sviluppo della comunità locale. Pertanto, esso va decisamente rimosso. Quanti dei quattro candidati sindaci, al di là delle scontate promesse elettorali, vorranno, potranno e riusciranno a farlo? In attesa di vederne uno di loro all’opera, passare cioè dai comizi roboanti di questi giorni ai fatti, ci permettiamo di suggerire ai tanti elettori delusi e depressi qualche idea.
     A nostro modesto parere non c’è che un modo per reagire a questo modo di fare politica ingiusto ed antidemocratico: celebrare i congressi nei partiti, favorire l’ingresso delle nuove generazioni, suggerire soluzioni ai problemi del paese, partecipate alla vita amministrativa subito dopo il voto, collaborare con gli amministratori ed i consiglieri comunali, consolidare e rafforzare gli spazi di protagonismo, di partecipazione e di democrazia, cominciando a costruire ampie e visibili mobilitazioni intese come momenti di allargamento e di condivisione di una coscienza critica sempre più diffusa, di una consapevolezza sempre più matura del ruolo realmente decisivo che può svolgere un movimento di cittadini deciso ad uscire dal letargo, senza nascondersi dietro un’inutile scheda bianca.

Il carattere dichiaratamente “aperto” della proposta consente ed invita a suggerimenti migliorativi. Il nostro auspicio è che partiti ed eletti siano all’altezza dei bisogni e delle aspettative della comunità che si andrà ad amministrare e che privilegino sempre obiettivi e contenuti coerenti con gli indirizzi generali dei programmi sui quali si è chiesto il consenso elettorale.

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