Renato De Scisciolo nuovo presidente della Consulta delle Associazioni

© Comune Terlizzi
Vice presidente Nico Marziale della Municipale Balcanica. De Leo (Centro Studi Aldo Moro): «Diamoci da fare»
Giovedì socrso è stata convocata dal commissario prefettizio dott. Mario Volpe l’assemblea della Consulta delle Associazioni. L’assemblea ha provveduto ad eleggere il nuovo presidente nella persona di Renato De Scisciolo, rappresentante dell’Associazione provinciale Antiraket e Anntimafia, e il vicepresidente Nicolò Marziale, rappresentante dell’Associazione culturale-musicale Municipale balcanica.
Si è convenuto, poi, di procedere all’elezione dei sei coordinatori di settore: Ambiente e territorio, Cultura e Scienza, Socio-Educativo e Religioso, Sportivo e Ludico-Ricreativo, Impegno Civile e Socio-Assistenziale e Sanitario il prossimo 26 aprile sempre nella sala consiliare del Comune.
La Conutla delle Associazioni è formata da un rappresentante di ciascuna associazione iscritta all’Albo. Le sue principali attribuzioni a norma di regolamento sono quella di esercitare funzioni consultive e propositive nei confronti della Giunta e del Consiglio comunale; partecipare con un proprio rappresentante alle Commissioni consiliari permanenti; esprimere pareri obbligatori ma non vincolanti sui principali atti amministrativi a carattere generale; ricevere le delibere della Giunta e del Consiglio comunale e quindi esercitare indirettamente un’attività di controllo sull’attività amministrativa.
Istituita nel 1994, la Consulta ha il compito, in base allo Statuto comunale di “consentire e favorire la partecipazione alla vita amministrativa del comune da parte dei cittadini nelle libere forme associative”. Il primo presidente eletto fu la prof.ssa Pina Piemontese. Nel 2003 fu eletto Vito De Leo del Centro Studi Politici Aldo Moro.
Proprio Vito De Leo ha voluto rivolgere una riflessione a coloro che si sono messi alla guida dell’organismo e a tutti coloro che vi partecipano.
«Nel formulare i più sentiti auguri di buon lavoro ai nuovi responsabili di questo importante istituto democratico -scrive De Leo-, con la speranza che abbiano più ascolto da parte degli amministratori di quanto lo hanno avuto i loro predecessori, non posso esimermi di offrire un contributo di idee e di proposte.
Mai come oggi è rilevante il ruolo, e quindi la responsabilità, delle libere associazioni di volontariato per l’elaborazione di un programma di sviluppo costruito da tutti coloro che credono nella cultura della solidarietà e della sussidiarietà, dell’efficacia e dell’efficienza, della politica sostenuta dall’etica. In questo delicato momento, in cui alta e diffusa si leva in Italia la protesta e l’indignazione di tanti cittadini italiani preoccupati per le sorti della democrazia, siamo chiamati tutti a divenire soggetti attivi e responsabili della nostra storia da costruire alla luce dei grandi ideali. Si tratta, in sintesi, di mettere in atto una “cultura delle partecipazioni” ed uno stile di “presenza intelligente”. Come? Rendendo “produttive”, sul terreno loro proprio, alcune “affinità elettive” delle varie organizzazioni e facendo prendere consapevolezza ai partiti e alle istituzioni che le associazioni sono un fattore importante per rispondere ai bisogni della comunità. Se veramente dalla “Repubblica dei partiti” si sta procedendo verso la “Repubblica dei Cittadini”, non possiamo restare alla finestra noi che abbiamo nei singoli statuti costitutivi elevati valori e impegni sociali. Siamo consapevoli che ci troviamo alla vigilia di profondi cambiamenti, ma il nostro amore per Terlizzi non ci può trovare assenti, ma carichi di responsabilità. Ognuno deve apportare il proprio contributo per realizzare una città più viva e creativa, guidata da una classe dirigente aperta, moderna e all’altezza delle nuove sfide, istituzionali, politiche, economiche, culturali e sociali.
La nostra città possiede risorse umane, culturali ed economiche di tale spessore da poter recuperare quel primato che un nefasto sistema di relazioni interpartitiche ed un impoverimento socio-economico hanno gravemente compromesso in questi anni. Eccoci quindi tutti quelli che ci accingiamo a far rinascere la Consulta delle Associazioni a testimoniare come sia possibile mobilitare forze vive e qualificate della realtà cittadina e come sia possibile dialogare con le istituzioni sui problemi che sono all’attenzione della gente comune.
A chi gioverà tutto questo impegno? Gioverà alla comunità, agli emarginati, ai giovani, alla politica, alle istituzioni e a tutti coloro che nell’ambito delle associazioni di appartenenza operano contro il degrado della città e le inefficienze del sistema politico-amministrativo.
Come intervenire? Non parlare soltanto, ma agire e, soprattutto, aprire subito un tavolo permanete tra le associazioni per stabilire i temi e le priorità. Bisogna puntare soprattutto sull’ascolto dei giovani, sulla capacità di leggere i nuovi linguaggi, sulla sensibilità dell’ambiente e sulla partecipazione attiva dei cittadini».
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