Tommaso Memola: «In piazza per raccontare questa campagna elettorale e quello che mi è accaduto»

La Redazione
torre normanna terlizzi

L'ex segretario di Rifondazione Comunista destinatario di minacce di morte. «Sembra quasi che una certa cerchia di persone voglia trattare questa città come una torta»

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L'ex segretario di Rifondazione Comunista di Terlizzi, Tommaso Memola, ha ricevuto nei giorni scorsi messaggi anonimi sul telefonino di minacce di morte. Come già raccontato su Terlizzilive, i motivi di queste minacce potrebbero essere le rivelazioni che Memola dal suo profilo Facebook faceva in merito alla presenza nelle liste delle ultime elezioni amministrative di candidati con precedenti penali o sottoposti a indagine giudiziaria. Di seguito, la lettera che Memola ha inviato alla stampa con la quale rivolge il ringraziamento per la solidarietà ricevuta, e da' appuntamento alla commemorazione in piazza della strage di Capaci, di cui ricorre oggi il 20esimo anniversario.

Con questa lettera vorrei ringraziare pubblicamente i circoli locali del Partito della Rifondazione Comunista di Ruvo di Puglia, Corato e Triggiano per la solidarietà espressa e per non aver sottaciuto a determinate dinamiche, con un comunicato che è fuori dalla campagna elettorale anche se pubblicato “sul filo di lana” e che non da adito a strumentalizzazioni.
In questi ultimi mesi non nascondo di aver attaccato duramente una certa classe politica locale, poco trasparente e assolutamente non in grado di gestire “la cosa pubblica”.
Alle minacce non presunte risponderò politicamente, facendo i nomi di chi appartiene da oltre 20 anni ad una classe politica che sta distruggendo una generazione a cui è stata tolta qualsiasi possibilità di presente e di futuro.
Le minacce non mi fanno paura. Sono coloro che le fanno che devono avere paura di me.
Sembra quasi che una certa cerchia di persone voglia trattare questa città come una torta, insomma vogliono fare Terlizzi a pezzi e poi la vogliono “spolpare”.
Ritengo personalmente necessaria una risposta verbale a quel che è successo in questi ultimi mesi.
Soprattutto non ho alcuna voglia di veder passare il 23 maggio, data del 20° Anniversario della Strage di Capaci, come la data del 7 maggio.
Il 23 maggio sarò in Piazza Cavour per raccontare quello che mi è accaduto, per descrivere le dinamiche della campagna elettorale, per raccontare quello che sta succedendo nella nostra Italia e soprattutto per iniziare un percorso politico dimenticato.
Il 23 maggio i terlizzesi dovranno iniziare a pensare e dovranno schierarsi: «O con i baroni o con i ribelli».

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