Terlizzi Libera: «Tutelare il lavoro di tutti»

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Richieste di moratoria per quegli Stati che non tutelino i lavoratori e che non rispettino la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”
Dopo la parentesi elettorale con il sostegno alla candidatura a Sindaco di Michele Dantes, riprende l’attività politica di Terlizzi Libera, con un comunicato dove propone che dal Consiglio comunale di Terlizzi, così come da tutte le municipalità italiane, si voti un ordine del giorno contro quegli Stati e quelle economie che non rispettano i diritti umani in tema di lavoro. Di seguito il comunicato
Il 2 giugno 1946 nasce la Repubblica italiana, dopo il ventennio fascista e dopo la resa senza condizioni a seguito della sciagurata seconda guerra mondiale.
Il 30 aprile del 1993 con il lancio delle monetine a Craxi, davanti al’Hotel Raphael, per la vicenda “mani pulite”, finisce la prima repubblica e prende vita la seconda repubblica.
Il 16 novembre del 2011 il senatore Mario Monti ed i ministri giurano al Quirinale.
Termina così la seconda repubblica e si dà inizio alla terza repubblica.
Questa volta saranno i cittadini a costruirne le basi, discutendone fra di loro, utilizzando la piazza mediatica del web.
Beppe Grillo ed il movimento 5 stelle ne è l’esempio, così come i tanti movimenti civici che in piena autonomia propongono nuove idee di pòlis .
I cittadini terlizzesi del movimento “Terlizzi Libera” lanciano in discussione questo punto di programma.
IL LAVORO CHE NON C’E’, causa di tutti i mali ecomonici e sociali del nostro paese.
In Italia è un reato produrre beni di consumo schiavizzando i lavoratori.
Invece non è un reato acquistare e rivendere prodotti che provengono dai paesi asiatici nei quali vengono utilizzate, senza alcuna tutela sociale, masse di donne, uomini ed anche bambini per produrre i beni di consumo da vendere nei paesi occidentali a prezzi impossibili per i nostri produttori.
Se globalizzazione del commercio deve essere allora occorre pretendere la globalizzazione dei diritti dell’uomo e dei lavoratori.
Proponiamo che dai CONSIGLI COMUNALI delle nostre città siano inviate al governo centrale, richieste di moratoria per quegli Stati che non tutelino i lavoratori e che non rispettino gli articoli 22, 23, 24 e 25 della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.
Articolo 22 Ogni individuo in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale nonchè alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.
Articolo 23 1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un’esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, ad altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha il diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
Articolo 24 Ogni individuo ha il diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
Articolo 25 1. Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2. La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
Sarà necessario un forte impegno dei cittadini nel perseguimento di tale obiettivo.
Paesi come gli Stati Uniti d’America finanziano il loro debito pubblico con denaro proveniente da quelle economie emergenti ed in forte crescita che non hanno alcuna forma di welfare.
Da quelle realtà economiche i Paesi occidentali sono fortemente condizionati nelle scelte politiche sociali.
Terlizzi Libera
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