La proclamazione di Ninni Gemmato, un Sindaco venuto da lontano

Raffaella Anna Dell'Aere
Proclamazione Ninni Gemmato Sindaco

«Non un uomo solo al comando» ha pronunciato fermamente ieri, «ma tutti insieme nella stessa direzione, con partecipazione e condivisione».

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La vera rivelazione di questa campagna elettorale amministrativa è stata l’elezione, a sindaco di Terlizzi, di Ninni Gemmato, il quale ieri ha ricevuto la sua proclamazione ufficiale da parte di Roberto Oliveri del Castillo, Gip del Tribunale di Trani, alla presenza del Commissario uscente Mario Volpe, dell’intera commissione elettorale e della cittadinanza tutta.

In un pomeriggio caldo, tiepidamente ventilato, nel cuore pulsante di Terlizzi, si schiude magicamente, dopo lunga attesa, la sala consiliare del Palazzo di Città, incorniciata nel suo avorio di tendaggi d’epoca, traboccante di emozioni e gente sorridente e commossa. Dietro i banchi lignei della sala, ecco il nuovo Sindaco, Nicola Gemmato, avvolto nella fascia tricolore, ora nitido segno di un futuro vivo, tangibile, finalmente presente.

Quarantaseienne, ben diverso dal prototipo di sindaco politicamente corretto (o forse scorretto), tipico di questi tempi di sfiducia ed antipolitica, Ninni Gemmato ha stravinto col 62,13% di voti, a Terlizzi, patria, casa e dimora del governatore Vendola, alfiere del Sel e suo leader maximo.

Ninni, sicuramente, avrà dedicato la vittoria e la proclamazione alla sua forte e unita famiglia (la mamma Anna, sempre vicina, il fratello Marcello – consigliere comunale di Bari – e a Maurizio, il perno della farmacia familiare, con la moglie Monica ed i tanti legatissimi nipoti), sapendo che molto di questa è legata alla figura del padre Alberto, stesso nome del nipote prediletto. Intensa la sua storia politica, il dott. Alberto è stato sempre esempio di sobrietà, sin da quando approdò a Terlizzi, dalla natìa Cassano, aprendo la farmacia ben nota. Il filo rosso della storia, vede la sede di quella farmacia oggi, attigua alla sede del fortunato comitato elettorale di Ninni e del Pdl.

Soffermandosi ad ammirare i soffitti affrescati d’azzurro, di un’aula consiliare tinta di abbracci ben augurali, è facile essere condotti nell’avvincente viaggio a ritroso nella storia del sindaco Gemmato, che prosegue, vedendolo protagonista appassionato degli ambienti, dei valori, degli umori dei tanti luoghi della militanza nel MSI e nel Fronte della Gioventù di Alemanno e Gasparri. Incontri, raduni, feste, convegni, meeting, centri-studi, assemblee, congressi: tutti frequentati a spese proprie, magari sottraendo a divertimenti e balli quei fondi od a vacanze estive. Assisi, Siracusa, Spoleto, per citarne alcuni. Con macchine in prestito, come la bianca regata del mitico “Nicolino” e sottrazioni di patatine dovute sopportare da un mefistofelico La Russa. Notti insonni a parlare di passioni, canti e dissertare sulle strategie fatte di idee e Politica. Nulla di più lontano, allora, dal semplice sogno di governare od amministrare ed avere responsabilità.

L’epoca della denuncia della partitocrazia, e poi “mani pulite”, dopo Almirante e tra Rauti, Fini ed un’Alleanza Nazionale agli albori. Sindaco Amendolagine, ed in seguito presidente del consiglio comunale, consigliere di opposizione sempre in prima fila, a studiare ed approfondire, magari con telefonate notturne di chiarimento e discussione. Senza difendere lobbies ed interessi, ma solo con la pretesa di rappresentare l’intera comunità ed il cittadino qualunque.

È il Ninni della disponibilità continua, dell’impegno a tutto campo, di chi trascura se stesso o gli affetti, talora, ma ha un disegno strategico superiore: voler interpretare e dare forza alla propria Terra. Ed ora, in qualità di sindaco potrà farlo, in mezzo alla gente, considerando tutte le idee propositive e le appartenenze politiche, in nome di una vera democrazia che non porta nessun colore, se non quello dell’ascolto e della collaborazione, in un’ottica sinergica e costruttiva, per l’evoluzione dell’intera comunità terlizzese, ma con l’ampio sguardo verso il territorio nord- barese.
Successivamente, la sua storia continua con la candidatura  al consiglio regionale, con buoni esiti, nonostante i nomi di spicco concorrenti in lista.
Torna a guidare l’opposizione, cedendo ad altri la possibilità di candidarsi a Sindaco, diverse volte.
La città lo ha compreso e l’ha premiato, difendendolo dagli attacchi gratuiti, dalle diffamazioni senza costrutto. Non sempre viene eletto sindaco il migliore, certo il più forte. Nel caso di Ninni, i due requisiti si sommano e da una fresca e nuova aria di Primavera, tanto e da troppo tempo desiderata, saprà di certo governare con i piedi ben piantati per terra, ma con lo sguardo proteso verso le stelle.

«Non un uomo solo al comando» ha pronunciato fermamente ieri, «ma tutti insieme nella stessa direzione, con partecipazione e condivisione».
Ninni, questo, lo deve a chi lo ha preceduto e a chi lo seguirà, alla sua gente ed alla sua storia, a chi crede e a chi vuole avere fiducia in lui, che viene da lontano.

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