Minervini: «Terlizzi nel comprensorio del nuovo ospedale del nord barese»

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L'assessore regionale illustra il progetto di una nuova struttura. Servirà i comuni di Molfetta, Giovinazzo, Bitonto, Bisceglie, Corato, Terlizzi e Trani. Al via le consultazioni con i sindaci
Comincia a delinearsi il futuro della sanità regionale.
L’assessore regionale ai trasporti, Guglielmo Minervini, illustra nel dettaglio l’assetto sanitario locale, aggiungendo dettagli sulla realizzazione di un nuovo grande ospedale nel Nord Barese presentato mercoledì dal presidente della Regione, Nichi Vendola, e dagli assessori Ettore Attolini e Fabiano Amati.
Un nosocomio che, stando alle prime ipotesi, potrebbe sorgere tra Bisceglie, Trani e Corato. E di cui -rivela Minervini- faranno parte anche le città di Molfetta, Giovinazzo, Bitonto e Terlizzi.
«La regione fa sul serio -afferma Minervini-. Il Piano di rientro ospedaliero è stato solo una fase dolorosa ma necessaria cui adesso seguirà la costruzione di nuovi ospedali comprensoriali quale nuovo tassello nella riorganizzazione del sistema sanitario regionale. Molfetta rientra nel comprensorio del nord barese con i comuni di Giovinazzo, Bitonto, Bisceglie, Corato, Terlizzi e Trani che beneficeranno di un finanziamento di 60 milioni per una nuova struttura di circa 250 posti letto».
«In Puglia – spiega Minervini – c’è un tasso di ospedalizzazione tra i più alti d’Italia, c’è mediamente un ospedale ogni 2,5 comuni ma su 102 ospedali, solo 11 coprono il 50% del totale dei ricoveri. La riconversione dei piccoli ospedali in presidi sanitari territoriali e la creazione di nuovi ospedali di eccellenza sono, quindi, la migliore risposta alla domanda di salute del territorio. Per questo abbiamo indicato questa prospettiva strategica. Nell’area del nord barese un unico ospedale baricentrico rispetto a tutte le città, facilmente raggiungibile e con tutte le specialità di base».
Il piano dovrà essere formalizzato attraverso la sottoscrizione dell’accordo di programma con il Ministero della Salute, ma ci sarà prima una consultazione nelle Conferenze dei sindaci. «Nei prossimi giorni –spiega Minervini- anche al Comune di Molfetta verrà chiesto di rappresentare non solo le proprie proposte localizzative ma anche le ragioni per riconoscere la funzione di riferimento della città all’interno del nuovo comprensorio ospedaliero. La palla insomma passa al sindaco, con la speranza che non la butti in tribuna magari innescando qualche sterile e anzi dannosa polemica. Questa è una occasione irripetibile per far fare ai servizi sanitari del nostro territorio il decisivo salto di qualità».
Se tutto dovesse andare secondo cronoprogramma -auspicano in Regione-, nel giro di un anno dalla data della sottoscrizione dell’accordo, con relativa disponibilità finanziaria, si potranno concludere tutte le operazioni preliminari di predisposizione dei progetti.
«Tutti gli ospedali –conclude Minervini– dovranno sorgere in aree compatibili con i piani urbanistici e idrogeologici. Occorrerà superare l’attuale assetto campanilistico e la strumentalizzazione politica, per dare una risposta adeguata ai bisogni dei cittadini».
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