Di Tria: «Pessimo inizio con superassessore, deleghe non assegnate, conflitti di interesse»

© TerlizziLive.it
E l'assessore Rutigliani «per cominciare dovrà controllare gli atti di nomina dell’attuale comandante dei Vigili, palesemente illegittimi».
Dopo il primo Consiglio comunale dell’era Gemmato, che ha sancito anche il varo della nuova Giunta, arriva il commento dell’ex Sindaco Vincenzo di Tria, il quale contesta non le persone scelte per la squadra amministrativa, ma il criterio con cui sono state distribuite le deleghe assessorili. Di seguito il testo del comunicato.
La giunta infine è arrivata. Ma Gemmato doveva riflettere così tanto per concepire questo aborto?
Le personalità individuate per ricoprire le cariche assessorili sono degnissime, per carità, ma è la tecnica utilizzata che lascia senza parole.
A leggere le deleghe conferite agli assessori e quelle mantenute dal sindaco non si sa dove finisca la spregiudicatezza e dove inizi l’autolesionismo (che si trasforma inesorabilmente in danno alla città).
A Franco Tesoro, oltre alla carica di vicesindaco (del tutto vuota di significato quando un sindaco è presente in città e non fa il parlamentare), viene conferita la sola delega all’Urbanistica. Contento lui!….
È a Corrado Bonaduce che viene attribuito il maggior peso politico e la maggiore responsabilità amministrativa. A lui il governo delle finanze, dei lavori pubblici, degli affari generali dell’Ente, lo sport, l’edilizia scolastica, ecc…. Un superassessore che surclassa tutti e che dovrà vivere in Municipio e lasciare famiglia e professione per poter correr dietro a tutti gli impegni amministrativi che inevitabilmente lo assilleranno. Il fallimento è assicurato, non certo per colpa di Bonaduce, ma per la superficialità del sindaco che ha inteso individuarlo come il tuttologo di Piazza IV Novembre.
Dal super-assessorato si passa ai micro assessorati conferiti alla dott.ssa Musaio Somma (Floricoltura) e al perito agrario Raffaele Cataldi (agricoltura e commercio), entrambi liberi professionisti nei rami che gestiranno e quindi in palese conflitto d’interessi. Gemmato ha dato loro mezzo assessorato a testa (quello alle attività produttive), raccontando la favola della necessità di dare slancio separatamente alle due maggiori voci produttive della città. Una storiella per i fessi, che nasconde la necessità “strategica” di mantenere in seno al sindaco un cospicuo numero di deleghe.
L’unico assessorato degno di tale nome è quello affidato al maggiore dei carabinieri Rutigliani, assessore “tecnico” alla legalità e all’ambiente. Il maggiore si accorgerà ben presto di quanto sia molto più complesso far marciare quell’assessorato rispetto a una caserma di militari. Staremo a vedere. Per cominciare dovrà controllare gli atti di nomina dell’attuale comandante dei Vigili, palesemente illegittimi.
Ma la ciliegina sulla torta sono le deleghe mantenute dal sindaco e in procinto di essere attribuite ai consiglieri. Sono tutte deleghe importanti che solitamente impegnano più assessori, si pensi alla cultura e ai servizi sociali che nei paesi normali vengono attribuite a due distinti componenti della giunta.
Una bella furbata, non c’è che dire, perché la Legge impone di nominare solo 5 assessori, ma con il sotterfugio delle deleghe ai consiglieri si aumenta surrettiziamente il loro numero e si placano gli appetiti delle forze politiche restate fuori dal banchetto della giunta.
Così per la mitica “Terlizzi si fa in quattro”, già spezzata in due dopo la lite tra Grassi e Adamo, il sindaco ha pensato bene di attribuire da subito la delega ai servizi sociali al consigliere Pasquale Adamo, per tenerlo buono dopo la scelta di Grassi a Presidente del Consiglio Comunale.
La Legge però consente di delegare a un consigliere delle competenze “precise e limitate, non di governo, ma meramente propositive e di consulenza“, in modo da non alterarne il ruolo di indirizzo e controllo dell’amministrazione attiva. Non si faccia illusioni Adamo, lui non potrà partecipare alle riunioni di giunta, non avrà poteri decisionali di alcun tipo, né poteri su dirigenti e funzionari comunali, e soprattutto non potrà rappresentare il Comune in seno ad organismi ove è prevista la presenza del sindaco o di un assessore.
L’opposizione vigilerà perché sia rispettata la Legge e non vengano alterate le funzioni dei consiglieri comunali e non abbiamo dubbi che l’assessore alla legalità farà altrettanto.
Naturalmente la mia analisi verrà stigmatizzata come scaturita dal rancore e dai pregiudizi, ma qualunque cittadino informato, oltre che libero e dotato di buon senso, darebbe lo stesso giudizio.
Poi, siccome sono di parte, tiro le somme politiche di quanto partorito da Gemmato, e registro che Ninni ha perso l’occasione di dare concretezza al suo slogan “E’ ORA”, poiché non si è sganciato dalle logiche spartitorie e ricattatorie che ha tanto criticato dal palco, fino a ingoiare l’elezione di Michele Grassi a Presidente del Consiglio.
La giunta appena varata è tangibilmente il segno della necessità di accontentare tutti i partner della sua raccogliticcia coalizione, perdendo di vista il buon funzionamento della macchina comunale e l’efficacia della sua azione amministrativa.
Vincenzo di Tria
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro