Crisi idrica, è ormai siccità. Primi danni nelle campagne terlizzesi alla floricoltura

La Redazione*
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Una folta rappresentanza di imprenditori agricoli del settore tradizionale e florovivaistico terlizzese , è stato ricevuto in prefettura dal vice prefetto Volpe

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Una cattiva gestione delle acque per uso irriguo sta mettendo in ginocchio circa duemila ettari dell’agro di terlizzi e dei territori limitrofi serviti da opere infrastrutturali irrigue realizzate nella fine degli anni ottanta con finanziamenti pubblici attraverso la cooperativa irrigua Cooperagri di Terlizzi.

Ieri mattina una folta rappresentanza di imprenditori agricoli del settore tradizionale e florovivaistico terlizzese , è stato ricevuto in prefettura dal vice prefetto Volpe, per incarico del prefetto Tafaro.

A guidare gli agricoltori inferociti, sono stati i rappresentanti Regionali e Provinciali delle organizzazioni Agricole di Coldiretti e Cia , che hanno esposto il grave problema che riguarda anche la gestione dei pozzi della Regione puglia che eroga il servizio con tempi troppo lunghi , mettendo in pericolo le produzioni di elevatissimo pregio florovivaistico.

Nell’incontro sono emerse alcune denunce che hanno molto preoccupato i rappresentanti della massima autorità istituzionale dello stato, quando si è detto che il pagamento delle somme esose dell’acqua, come se fosse imbottigliata, verrebbe chiesto in anticipo ed in contanti senza altro sistema di pagamento, lasciando intendere una gestione poco trasparente.

L’incontro si è concluso con l’impegno della Prefettura di approfondire e cercare soluzioni anche attraverso il coinvolgimento della Regione puglia che avrebbe il compito di vigilare anche sui risultati della gestione delle opere realizzate con fondi comunitari tramite l’Assessorato all’agricoltura. Tra una settimana sarà fatto nuovamente il punto della situazione e nel caso in cui le cose non dovessero migliorare saranno attivate azioni di protesta che non escluderebbero iniziative eclatanti, considerate le espressioni di rammarico e di preoccupazione degli agricoltori intervenuti per salvare il reddito di un anno di duro lavoro.

*Si ringrazia Giuseppe Scagliola Federazione Regionale Coldiretti Puglia.

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