Soppressione punti nascita e Utic, l’on. Zazzera scrive alla commissione sugli errori in sanità

La Redazione
On. Zazzera

«Una condizione intollerabile su cui le chiedo di intervenire con la sua autorevolezza, al fine di prevenire quegli errori sanitari e quei rischi, di cui la sua commissione si occupa».

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L’on. Pierfelice Zazzera, parlamentare pugliese dell’Italia dei Valori, ha scritto al Presidente della Commissione d’Inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali. Nella lettera, Zazzera ha evidenziato le carenze e le lacune che, a suo parere, si presentano nella Provincia di Bari dopo l’approvazione della seconda fase dei piano di riordino sanitario regionale. Il deputato Idv è preoccupato in particolare per la drastica riduzione dei punti nascita (tra cui quello di Terlizzi) e delle unità di terapia intensiva coronarica. Di seguito il testo della lettera.

Ill.mo onorevole Presidente,

la Regione Puglia con Delibera di Giunta Regionale n.1110 il 05/06/2012 ha approvato il Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012.
Il Piano Regionale di Salute 2008-2010 approvato con Legge regionale 19/09/2008 n. 23, con riferimento all’assistenza ospedaliera, ha determinato uno standard di posti letto pari a 4,5 per mille abitanti oltre ad una riorganizzazione della rete ospedaliera.
L’intesa Stato-Regioni del 3/12/2009 (Patto per la salute 2010-2012) recepita dalla Legge 191/2009 (Finanziaria 2010) è intervenuta in materia di razionalizzazione della rete ospedaliera riducendo ulteriormente lo standard di posti letto a 4 per mille abitanti, comprensivi di 0,7 per mille abitanti per la riabilitazione e lungodegenza.
Il 29/11/2010 la Regione Puglia ha sottoscritto l’accordo con il Ministero della Salute e delle Finanze, con cui si prevede il “Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012”. Il Piano di rientro approvato con Legge Regionale 9/02/2011 n.2 disattiva 1411 posti letto per acuti e 187 per post-acuti; dispone la chiusura di 15 stabilimenti ospedalieri; riconverte 3 stabilimenti ospedalieri in strutture sanitarie territoriali.

Entro il 31/12/2012 il Piano di rientro ha previsto una ulteriore riduzione di 370 posti letto nelle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale, 130 negli Enti Ecclesiastici e IRCCS privati, nonché 300 posti letto delle Case di Cura private accreditate.

Per le Aziende ed Enti pubblici del Servizio Sanitario regionale si è proceduto a rimodulare i punti nascita con la disattivazione di 10 unità operative di Ostetricia e Ginecologia (Lucera, Manfredonia, Canosa, Trani, Terlizzi, Molfetta, Ostuni, Fasano, Manduria, Gallipoli, Casarano) e a tagliare le dotazioni di posti letto in eccesso rispetto agli standard individuati dall’AGENAS.
Nello schema di delibera n. 1110/2012 oltre alla rimodulazione dei punti nascita è stato previsto un drastico taglio di posti letto dei reparti di Unità Coronarica sprovviste di emodinamica.
A tale riguardo le segnalo la grave situazione in cui verserebbe la provincia di Bari, un territorio di oltre 1mln di abitanti, dove sono state chiuse le Unità Coronariche di tutte le strutture Ospedaliere della provincia lasciando sguarnito il territorio di un reparto di eccezionale importanza per l’intervento di emergenza in pazienti infartuati, laddove il fattore tempo è assolutamente decisivo per salvare la vita umana.

Il Piano di rientro approvato in giunta regionale prevede, pertanto, la chiusura delle Unità Coronariche degli Ospedali sprovviste di emodinamica ( Molfetta, Altamura, Monopoli, Putignano. Restano attivi solo i reparti di Unità Coronarica degli Ospedali di Bari (San Paolo, Di Venere, Policlinico ) per un totale di 40 posti letto, unici ad essere dotati anche di emodinamica, a cui vanno aggiunte le unità coronariche di strutture private accreditate sempre e solo nella città di Bari.
Tale condizione è inaccettabile perché determina un evidente squilibrio territoriale con relativa disomogeneità assistenziale che mette a rischio la salute dei cittadini.

Considerando che in Italia la prima causa di morte è rappresentata dalle malattie cardiovascolari, non si comprende come una fetta così vasta di territorio come quella dell’intera provincia di Bari, possa essere privata di unità coronariche, mentre si è preferito potenziare il solo capoluogo pugliese.
Una condizione intollerabile su cui le chiedo di intervenire con la sua autorevolezza, al fine di prevenire quegli errori sanitari e quei rischi, di cui la sua commissione si occupa.

On. Pierfelice Zazzera

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