Algerino trovato morto in piscina, la denuncia del C.S.A. “Fronte dei Ribelli”

La Redazione
Piscina sequestrata

"Nessuno ha posto importanza alla questione. Il ragazzo morto rimane e rimarrà col tempo solo un’ombra invisibile"

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Fa molto parlare di sé il caso dell’algerino deceduto qualche giorno fa in circostanze ancora da chiarire. In particolare, la parola è passata al C.S.A. Fronte dei Ribelli che denuncia fermamente il poco interesse da parte del Comune delle morti sul lavoro e soprattutto delle morti dei cosiddetti “clandestini”.

«In questi giorni di festa a Terlizzi – denuncia un esponente del C.S.A. – nessuno ha posto importanza alla questione. Il ragazzo morto rimane e rimarrà col tempo solo un’ombra invisibile, uno dei tanti che scappa dall’Africa e che ha trovato la morte lavorando. Noi del C.S.A. Fronte dei Ribelli chiediamo al sindaco il lutto cittadino per chi è morto e muore ogni giorno sul posto di lavoro. Vogliamo ricordare alla popolazione che ogni anno circa 1000 persone perdono la vita lavorando».

Parole molto dure quelle del C.S.A. che si oppone al lavoro nero e soprattutto all’assenza di sicurezza sui posti di lavoro ricordando che la vita di un umano non è in vendita.

E ancora: «Riteniamo il problema dell’integrazione fondamentale rispetto all’approccio legislativo della legge Bossi-Fini e chiediamo ai legislatori un cambiamento della legge in questione. E’ una vergogna che chi scappa dalla fame o dalla guerra sia denunciato come “clandestino” e riteniamo il principio dell’accoglienza un’idea doverosa per i laici e sacra per i cristiani. Chiediamo che il comune di Terlizzi si faccia carico delle spese per il rimpatrio della salma e chiediamo ai cittadini tutti di dare una mano ai più poveri attraverso le parrocchie e strutture preposte all’accoglienza».

Ricordiamo l’intera vicenda: qualche giorno fa un algerino di 26 anni è stato trovato morto nella piscina di una villa tra Molfetta e Terlizzi, dove il ragazzo lavorava. Il giovane, noto a tutti come un ragazzo timido e riservato, si era allontanato dal posto di lavoro senza però destare nessuna preoccupazione negli altri due suoi colleghi, un terlizzese e un albanese. In un primo momento i suoi vestiti sono stati ritrovati al bordo piscina ,senza però nessuna traccia dell’algerino. Qualche ora dopo il suo corpo è stato ritrovato annegato in piscina dal nipote della coppia presso cui il ragazzo prestava servizio.

Risultano quindi non chiare le dinamiche dell’incidente. Il ragazzo, per la sua timidezza, non si sarebbe mai spogliato e mai avrebbe fatto il bagno in presenza di estranei, quindi ci si chiede come mai sia stato ritrovato in acqua.  E’ stato un semplice incidente o un ben studiato omicidio? Fa molto discutere l’autopsia: l’acqua ritrovata nei polmoni non è sufficiente per sostenere l’ipotesi di annegamento.

Sono molti i dubbi e i misteri a cui il Pm che si sta occupando delle indagini sta cercando di dar risposta. Nel frattempo il C.S.A. chiede a tutta la popolazione di non dimenticare questo ragazzo, morto ingiustamente.

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