Terlizzi, allarme siccità

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Non piove e le riserve di un inverno già arido di piogge sono quasi inesistenti
È allarme idrico per le campagneterlizzesi.
Non piove e le riserve di un inverno già arido di piogge sono quasi inesistenti. Il protrarsi del caldo torrido stamettendo in grave difficoltà gli investimenti avviati per la produzione di vino, olio e ortofrutta del territorio. Gli uliveti stentano a mantenere la produzione dell’annata e il rinnovo vegetazionale.
Senz’acqua, gli alberi secolari sopravvivono sfruttando i loro stessi frutti, ma se la siccità permane cadranno molte olive e si farà meno olio. Anche per i viticoltori la prospettiva porta il segno meno, la vendemmia è partita con grande anticipo per le uve bianche e la produzione complessiva di vino si prevede al minimo storico pure se di qualità molto buona per la presenza di uve sane. A rischio c’è la sopravvivenza delle stesse aziendeagricole che vedono ridursi drasticamente il loro reddito.
Per salvare le piante dallo stress provocato dal caldo torrido e dall’assenza di pioggia, ed anche per garantire la fioritura nel prossimo anno, è necessario ricorrere straordinariamente all’irrigazione di soccorso. La crisi idrica nell’agro di Terlizzi, però, è aggravata dalle difficoltà della cooperativa idrica del territorio di fronteggiare le richieste di irrigazione da parte dei privati.
“Non siamo nel XIV Canto dell’Inferno di Dante Alighieri, dove su un sabbione infuocato cadono fiocchi di fuoco – dice Francesco Malerba, Segretario F.I.A.C.A. – ma siamo in Pugliadove l’assenza di precipitazioni piovose sta creando un grave “stato di calamità naturale”. L’urgenza e l’estensione del ‘fenomeno siccità’ obbligano ad un approccio straordinario, immediato e strutturale.
Come Organizzazione Professionale, la FIACA propone di discutere e deliberare la “questione siccità” nella seduta del prossimo Consiglio Comunale per far avviare dalla Regione Puglia la procedura di riconosciuto dello stato di calamità naturale per siccità da parte del Governo centrale.
Al Governo chiediamo, dunque, di attivare strumenti e misure idonei a mitigare gli effetti della mancanza di precipitazioni e compensare in parte i danni subiti, con interventi finanziari straordinari a sostegno delle imprese agricole, come l’attivazione del Fondo di solidarietàNazionale.
È’ necessario, però, di fronte al reiterarsi del fenomeno, indice di un cambiamento climatico ormai consolidato, che la Regione riveda tutto il sistema di approvvigionamento idrico della Puglia, in modo da rendere la disponibilità idrica il più possibile indipendente dall’andamento delle precipitazioni meteorologiche.
Il riconoscimento dello stato di emergenza da parte della Protezione civile nazionale, inoltre, consentirebbe di velocizzare procedure ed investimenti e quindi di fronteggiare più efficacemente la crisi”.
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