La Comunità Europea dice sì agli aiuti anti-siccità

La Redazione
La siccità

Il Sindaco Gemmato aveva richiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la siccità

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E’ di qualche giorno fa la richiesta del Sindaco Ninni Gemmato alla Regione e, indirettamente, al Governo Centrale per il riconoscimento dello stato di calamità naturale a Terlizzi e la immediata verifica dei danni alle colture e alle aziende di florovivaismo, una componente fondamentale per l’economia della città.

La gravissima siccità, com’è noto, si è abbattuta su molti territori della Provincia, provocando gravi danni alla produzione vegetale e amplificando gli effetti della crisi finanziaria in corso, al punto da costringere molti operatori del settore agricolo ad affrontare notevoli difficoltà di carattere economico.

Una situazione che aveva spinto il Sindaco Gemmato, in sinergia con gli Assessori all’Agricoltura e alla Floricoltura, Raffaele Cataldi e Luisa Musaio-Somma, e con i Consiglieri Malerba e Ruggiero, ad attivarsi per usufruire degli aiuti previsti dalla vigente normativa, anche in previsione dei riflessi negativi che tali circostanze critiche potranno avere sulle future annate agrarie.

La Comunità Europea non è rimasta inerte dinanzi alle condizioni metereologiche avverse verificatesi in tutta Europa e la Commissione europea ha sottoscritto un Regolamento direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, il 776/2012.

Il provvedimento, firmato a Bruxelles lo scorso lunedì, autorizza anticipi fino al 50% dei pagamenti diretti nell’ambito dei regimi di sostegno: si tratta di somme che potranno essere concesse agli agricoltori in conseguenza dello stato di siccità già dal prossimo 16 Ottobre, senza che si attendano,cioè, i tempi “ordinari”, che avrebbero previsto la possibilità di beneficiare degli aiuti solo da Dicembre.

“E’ significativo che la Comunità europea si stia muovendo in tale direzione – ha detto l’Assessore Cataldi. –  Che anche agli organi internazionali premano le difficili condizioni metereologiche in cui alcuni Paesi membri versano attesta, in modo inequivocabile, che la situazione è davvero critica  per la produzione vegetale e foraggera e che, quindi, noi siamo stati lungimiranti nel pensare alla nostra Comunità quando, in tempi non sospetti, sollevammo la questione”.

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