Sapori e saperi di fine estate

La Redazione
La copertina del libro Il Cibo dei Chiostri

Sabato la presentazione del libro “Il cibo dei chiostri”, di Angelo D’Ambrosio

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L’estate letteraria ci riserva ancora un appuntamento d’eccezione. Sabato 15 settembre, alle ore 20 in largo Galliani, sarà presentato il volume “Il cibo dei chiostri. Piatti e dolci dalla tradizione monastica”.

L’autore, Angelo D’Ambrosio, studioso della materia da oltre un decennio, ci condurrà in modo divulgativo fra le variegate pieghe della storiografia alimentare, laddove la cucina monastica è considerata il trait d’union fra le mense popolar-contadine e quelle dell’aristocrazia cittadina. Si tratta di una gastronomia tradizionalmente d’eccellenza, legata al territorio da antiche consuetudini che richiamano i pregi della “dieta mediterranea”, e che ha trovato modo di affinarsi nell’intimità e nella particolare articolazione organizzativa del chiostro.

Il volume offre la panoramica dei cibi e dei piatti che hanno trovato spazio sulle tavole dei refettori comunitari, con un’attenzione particolare agli ambienti claustrali femminili nel corso dell’Età moderna. In appendice segnala l’originale elenco descrittivo dei dolci e delle pietanze d’estrazione monastica e conventuale. L’orizzonte è l’Italia meridionale, in cui Terlizzi si ritaglia il suo spazio con il monastero di sant’Anna e la sua cucina povera ma prelibata.

Il libro, uscito all’inizio dell’anno, ha ricevuto lusinghieri riscontri dai mezzi di comunicazione: recentemente se ne sono occupati Rai2 a il Venedì di Repubblica.

L’evento terlizzese sarà introdotto dal sindaco Ninni Gemmato e dal direttore della Biblioteca comunale, Vito Bernardi, che secondo la riuscita e consolidata formula della rassegna “estateventi”, offrirà note architettonico-urbanistiche sul suggestivo luogo ospitante (“abbasce alla defaise”, nel gergo terlizzese) e presenterà l’artista Bruno De Sario, espositore di alcune opere a latere.

Renato Brucoli, che è anche editore del volume, introdurrà l’autore e farà riferimento alla sua ampia produzione storiografica. Richiamando gli elementi naturali da cui traggono origine i cibi, impastati al duro e umile lavoro di chi ce li procura, parafraserà l’intuizione di Par Lagerkvist, secondo cui “la terra e il mare, a farli parlare, racchiudono non solo tanti sapori, ma anche tanti saperi”.

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