Appuntamento per “Autori nel Borgo Antico”

© Rosanna D'Abramo
Installazione di Rosanna D'Abramo sulla "Violenza Femminile". Presentazione del libro di Francesca Palumbo "Il tempo che ci vuole".
Per “Autori nel Borgo Antico” in via Dabormida a Terlizzi, mercoledì 19 settembre alle ore 18, sarà presentata l’installazione dell’Artista Rosanna D’Abramo sulla “Violenza Femminile”. A seguire la presentazione del libro “Il tempo che ci vuole” della scrittrice Francesca Palumbo. L’opera di Rosanna D’Abramo è presentata nella nota di Donato Tambone.
Anestesia al dolore altrui: questo il pericolo che incombe sulla odierna comunità umana.
Ma il vero Artista non gira lo sguardo, non fa finta di non vedere, di non sapere; perciò denuncia – con il proprio linguaggio – la necessità di tornare a sentire,empaticamente, l’altrui sofferenza.
Tutto ciò a maggior ragione se la sofferenza è causata da un essere umano ad un altro, e non da un mero destino.
L’opera dell’Artista Rosanna D’Abramo in Alias Ros che presenta stasera appartiene ad un lavoro iniziato nel 2010; è una creazione che cresce ad ogni esposizione al pubblico che, così, ne diviene una parte viva, ispiratrice e fruitrice al contempo.
La violenza ( nel senso più lato del lemma ) che si realizza ogni giorno in tanti angoli del mondo e nelle forme più disparate – dal violento eradicamento di boschi e di foreste allo sfruttamento intensivo di terreni come anche della forza-lavoro, dai ricatti lavoro/salute alle solitudini forzate,dalla negazione delle libertà personali allo schiavismo sessuale… sembra più sopportabile se ignorata.
Violenza, morte: stanno diventando parole-tabù.
La sensibilità artistica che evolve da Ros, attraverso una interpretazione multiforme (materica, cromatica, mimico-gestuale, coreografica), fa da tramite fra la dolorosa necessità di attenuare l’imbarazzo offertoci dagli eventi violenti di cui veniamo a conoscenza e l’altrettanto sofferta necessità di non dimenticare e di riflettere su questi eventi e la loro indegna , pervasiva, maligna, capacità di espandersi.
Un argine poderoso al dilagare della violenza è la consapevolezza sociale ed il risvegliarsi del senso di responsabilità sociale che l’Arte è in grado di fornirci.
Ma è un ausilio che da solo non basta : serve il nostro diretto coinvolgimento, per quanto piccolo, ma sincero e senza tentennamenti (ricordate? : “Libertà è partecipazione!” …G. Gaber).
Ros ci aiuta a non volgere altrove il nostro sguardo, lontano dalle violenze che molte donne subiscono : le luci, gli oggetti ed i colori che piangono attorno alla sua opera, la gestualità della stessa Ros, i suoi occhi, ci indicano il rapporto spezzato con il nostro cuore, con la nostra umanità; ci additano il malessere sociale che l’Arte vuole rappresentare e sconfiggere…con l’aiuto di un pubblico attento e sensibile. (Donato Tambone)
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